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Un momento della presentazione del "Programma di informazione e formazione"

“Formazione e informazione” contro le molestie sul lavoro

Vicenza – Il fenomeno delle molestie sul posto di lavoro è una realtà presente anche nel nostro territorio, che deve essere combattuta, ma ancora prima, è fondamentale la prevenzione. Con questo intento, nel 2016, Cgil, Cisl e Uil di Vicenza e numerose associazioni di categoria del territorio, hanno firmato un accordo in proposito. E questa mattina Grazia Chisin, consigliere di parità della provincia di Vicenza, ha presentato un progetto, finanziato con le risorse del ministero, che si prefigge l’obiettivo di dare attuazione all’accordo sottoscritto. Cliccando sul simbolo play sotto la foto è possibile ascoltare una breve intervista a Chisin.

Il progetto, che durerà fino alla fine del 2018, prevede due momenti: formazione in aula e informazione. A questi si affiancheranno, per dare all’iniziativa il più ampio risalto possibile, seminari, conferenze e convegni, così da coinvolgere nel territorio tutte le associazioni che già si occupano di questo tema, come sportelli di ascolto, case rifugio, commissioni pari opportunità…

“Si sbaglia – ha sottolineato Chisin – se si pensa che le violenze e le molestie siano circoscritte all’ambito familiare. Secondo dati del 2014, in Veneto 9 lavoratrici su 100, su un totale di circa 78 mila occupate, hanno subito molestie, violenze, o ricatti sessuali sul luogo di lavoro. I numeri riguardano solo le donne, ma come consigliera di parità, posso assicurarvi che il problema tocca anche gli uomini. Nel 25% dei casi le avances sono ripetute, una situazione che crea ansia e preoccupazione e che trasforma il luogo di lavoro in un ambiente invivibile. Nel 45% dei casi, poi, chi subisce le molestie viene anche minacciato di perdere il posto”.

“Il 57,2% delle vittime – ha proseguito – decide di andarsene, nella speranza di trovare un ambiente di lavoro migliore, ma come conseguenze di certi comportamenti si può arrivare anche al licenziamento delle vittime (2,5% dei casi) o al loro trasferimento ad altri reparti o filiali (3,8%). Il 2,7%, data l’ansia e la depressione causati dagli eventi, si mette in malattia. Solo lo 0,8% delle vittime sporge denuncia. La volontà, alla fine del percorso avviato, è anche quella di costruire un osservatorio che ci permetta di avere chiaro il polso della situazione”.

“Dobbiamo impegnarci tutti – ha concluso – ad essere più sensibili e a cercare gli strumenti giusti per combattere molestie e violenze sul lavoro. Auspico la sensibilità cresca sempre più e che si possano sottoscrivere nuovi accordi, sempre migliorativi, che mettano al centro il benessere lavorativo”.

Prevenire e, se necessario, combattere questo fenomeno è importante, anche perché significa creare una situazione di benessere diffuso in azienda. Un ambiente sereno fa bene al lavoratore e giova anche alla stessa azienda, in termini di produttività. Un circuito positivo del quale sono convinte anche tutte le parti sociali che, lo scorso anno, hanno firmato l’accordo.

Ilaria Martini

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