Economia

Ex banche venete, riprende a Milano la trattativa

Vicenza – Riprende domani a Milano la trattativa sulle ex banche venete, ora all’interno di Intesa San Paolo. Dopo l’illustrazione della procedura si passerà all’analisi di quelle che saranno le ricadute sui profili professionali e sulla mobilità dei dipendenti delle ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Diecimila circa i lavoratori delle due banche venete che sono toccati da questa riorganizzazione. “Si tratta – ha spiegato il vicentino Luca Faietti, dirigente nazionale Uilca che siede al tavolo milanese con Luca Lambrocco – di un passaggio fondamentale per capire che tutele possano essere applicate ai lavoratori delle ex venete in materia di trattamento economico, mobilità, part time e welfare. È indispensabile che si crei un percorso di integrazione socialmente compatibile con la dignità che i lavoratori, vicentini e veneti, meritano”.

“È con grande orgoglio di Organizzazione – ha detto, d’altro canto, il segretario generale della Uilca nazionale Massimo Masi – che valuto, ed evidenzio, l’altissima adesione dei nostri iscritti e di tutti i nostri quadri sindacali, nessuno escluso, alle uscite volontarie nelle banche venete. Il senso di solidarietà delle tante persone aderenti alla Uilca ha contribuito, insieme agli altri volontari, ad evitare licenziamenti e creerà meno disagi a chi rimarrà in servizio”.

“Ho appreso con estremo favore – ha aggiunto Masi – il raggiungimento del numero previsto dagli accordi sindacali per l’uscita volontaria degli esodabili, persone con un alto senso di responsabilità che hanno scelto di lasciare il posto di lavoro pur di abbassare le tensioni occupazionali e gestionali che sarebbero gravate sui colleghi meno anziani, che rimarranno invece così in servizio. Voglio rendere onore a queste persone e non lasciare il loro gesto nell’anonimato. Le colleghe e i colleghi hanno fatto il massimo sacrificio possibile, ed ora tocca al sindacato, alla Uilca in particolare, porre l’accento su nuova e stabile occupazione e sull’attenzione che in trattativa riporremo sui temi della mobilità e del recupero di professionalità”.

“Vogliamo privilegiare l’occupazione giovanile, vero problema nazionale – ha sottolineato il sindacalista -, anche trovando strumenti innovativi, recuperando le lavoratrici e i lavoratori a tempo determinato che non hanno avuto la riconferma alla fine del loro periodo di occupazione. Al contempo non devono essere dimenticati i colleghi che sono fuori dal perimetro dell’acquisizione di Intesa Sanpaolo, che devono trovare anch’essi una sistemazione stabile. Questo sarà il mantra che perseguirà la nostra delegazione quando inizieranno le trattative”.

“Il sindacato ha dimostrato un grande senso di responsabilità. Ora chiediamo altrettanto all’azienda – ha incalzato Masi – a cominciare da coloro che si occupano di relazioni sindacali ai vertici della banca. Stesso senso di responsabilità che deve essere inserito anche nell’accordo dei tremila esuberi che saranno individuati nel perimetro della banc, visti i buoni rapporti sindacali da sempre esistenti in Intesa Sanpaolo. Il nostro paese ed il nostro settore hanno bisogno di occupare i giovani, non dimentichiamo che l’Italia condivide con la Grecia e la Spagna il primato della disoccupazione giovanile. Chiediamo che l’azienda proceda in tempi stretti con le assunzioni derivanti dal Protocollo sullo sviluppo sostenibile firmato a gennaio, e che il prossimo accordo trovi soluzione per gli ex tempi determinati non più occupati”.

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