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Due scioperi domani, per Lovato Gas e Miteni

Vicenza – Giornata caratterizzata da rivendicazioni sindacali domani a Vicenza, con due scioperi in programma per due diverse situazioni, entrambe assai delicate per i lavoratori. Innanzitutto sono i novanta dipendenti della Lovato Gas Spa a scendere in piazza per portare tra la gente il loro dramma, legato alla chiusura della storica azienda vicentina, che produce impianti a gas per auto, da parte del gruppo Landi Renzo che l’ha acquistata nel 2008. La proprietà è ora intenzionata a delocalizzare la produzione, e per i suoi dipendenti il cui futuro è adesso quantomai incerto. Della questione si sta interessando anche il mondo politico, almeno una parte di esso, molto meno comunque di quanto sarebne necessario.

Da registrare il punto di vista espresso nei giorni scorsi dal candidato alle primarie del centrosinistra per la corsa a sindaco di Vicenza, Otello dalla Rosa, che sottolinea come la scelta di delocalizzare sia in realtà un boomerang anche per l’azienda, e come sia invece importante cominciare a pensare ad una “impresa sociale” che valorizzi le risorse umane e non abbia una visione miope orientata solo al profitto immediato. Lo sciopero dei dipendenti della Lovato si terrà tra le 9 le 12, con i lavoratori e i sindacalisti di Fiom Cgil che daranno vita ad un corteo che partirà da Strada Casale, sede dell’azienda, per poi snodarsi lungo le vie di Vicenza.

L’altro dei due scioperi riguarda i dipendenti della Miteni, ed è la seconda giornata di stop al lavoro delle due annunciate nei giorni scorsi. la prima è stata domenica 17 settembre. la situazione in cui si trova l’azienda considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto è piuttosto nota a tutti. I lavoratori si trovano come si suol dire tra l’incudine ed il martello. Le problematiche sono infatti molte, complesse, di difficilissima soluzione, a cominciare dalla situazione generale dell’azienda per la quale viene da più parti chiesta la chiusura.

Difficili sono anche le relazioni sindacali. “Il preoccupante – scrivono le Rsu Miteni in una nota – aumento di criticità legate alle condizioni degli impianti, alla carenza di personale, alle difficoltà di copertura della squadra di emergenza interna, al ricorso non concordato agli straordinari, al taglio degli accordi organizzativi e salariali aziendali, alla illegittima e peggiorativa trasformazione di parte di questi accordi in regolamento interno disciplinare”.

I dipendenti della Miteni parlano anche di un aumento dei rischi sul posto di lavoro e di un contesto in cui operano ormai destabilizzato. Sottolineano anche il “disagio per le relazioni industriali che sono divenute sempre più difficoltose”. Di qui la decisione di incrociare le braccia. Domani mattina ci sarà anche un presidio sindacale e informativo davanti all’ingresso della fabbrica, a Trissino, in località Colombara.

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