“Con l’autonomia niente professori mordi e fuggi”

Bassano del Grappa – “Con l’autonomia del Veneto non accadrà mai più quello che è accaduto a Bassano, che è tutt’altro che un episodio isolato”. Questo commento, dell’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, fa riferimento al caso di un insegnante che, ottenuta una supplenza di un anno proprio al liceo Brocchi, ha chiesto un’aspettativa. Ottenuto, come risposta alla richiesta, un diniego, ha presentato un certificato medico e si è messo in malattia. Una notizia che ha generato un dibattito tra etica e diritto sui cosiddetti “professori ‘mordi e fuggi”.

“Condivido il comportamento di Gianni Zen, preside del liceo Brocchi, che ha reso pubblica questa vicenda – ha continuato Donazzan -. Approfittare della bontà delle leggi, creando danni alla collettività, è deplorevole ma ancor più se a farlo è un docente, per almeno due motivi: il cattivo esempio che dà agli studenti e il danneggiamento della reputazione della classe docente”.

“Quello che è accaduto mi convince ancor più della bontà del processo di maggiore autonomia per il Veneto che, proprio per quanto riguarda la delicata materia dell’istruzione, ha un disegno preciso e che potremmo semplificare con quanto di competenza per la Provincia autonoma di Trento: scelta dei docenti attraverso una programmazione regionalizzata, maggiore responsabilità e maggiore autonomia dei presidi nella valutazione degli insegnati permetteranno di cancellare alcune storture”.

“Se il Veneto avesse già questa autonomia – sottolinea – quel professore non avrebbe avuto l’incarico di ruolo e avrebbe avuto ben chiaro che la scuola non è un parcheggio sociale per se stessi o una sicurezza, ma è il luogo della crescita e della formazione di una nazione”.

L’intenzione dell’assessore Donazzan è quella di chiedere all’ufficio scolastico regionale quanti posti di ruolo non sono occupati dai legittimi titolari e quali sono i motivi di queste situazioni. “Se un avvocato è di ruolo e in aspettativa e costringe la scuola a cambiare docente ad una classe, non garantendo la qualità dell’insegnamento, non va affatto bene. Se quello stesso libero professionista non ha a cuore la scuola e diventa il tappo per un altro docente, magari precario da anni, va tolto dal ruolo. In questo modo scenderà il numero di precari e si potrà garantire la continuità didattica che tanto impensierisce le famiglie”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *