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Delusione Macron in Francia. Berlato: “Che dice il Pd?”

Venezia – Durante la campagna elettorale delle politiche in Francia nella scorsa primavera il Partito Democratico, o meglio Renzi e tutto il suo entourage, avevano osannato la figura di Emmanuel Macron come il prototipo del renzismo europeo e, una volta eletto presidente la sinistra italiana, sembrava aver trovato in lui un riferimento internazionale da prendere come modello. A qualche mese dall’arrivo all’Eliseo del nuovo inquilino, la delusione serpeggia in Francia e travolge anche i fans italiani, primo fra tutti Renzi”.

A parlare così è Sergio Berlato,  consigliere regionale e coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, che ricorda come perfino lo slogan elettorale di Macron, En marche! fu copiato e tradotto (In cammino!) dal leader del Pd, per presentare al partito i punti della prossima campagna elettorale, che “nella testa di Renzi – ironizza il consigliere della destra veneta – è diventata un’ossessione da quando non è più presidente del Consiglio”.

“Poi – prosegue Berlato – improvvisamente il Pd renziano, dal grido di giubilo per l’amico d’oltralpe eletto, è passato al silenzio imbarazzante per le scortesie ricevute nel giro di pochi mesi. Dal rifiuto di accogliere presunti profughi bocciando la politica di accoglienza italiana, all’ingerenza sul piano economico per far saltare l’accordo di acquisizione dei cantieri navali Saint-Nazaire a danno di Fincantieri. Due mosse che fecero capire subito che il presidente francese non aveva poi tutto questo feeling con il governo italiano”.

“Attualmente – conclude il consigliere regionale – i sondaggi francesi danno un forte calo della popolarità di Macron, per la sua deludente politica sociale, e lo dipingono come un leader incapace di realizzare quel cambiamento che doveva già in breve tempo avere i suoi effetti nel tessuto socio economico. Su questa ulteriore delusione francese persiste il silenzio di Renzi, convinto che il modello Macron sia ancora valido per la sua idea di governo. Lasciamo ancora per un po’ la sinistra renziana a vivere con le sue illusioni, le prossime elezioni serviranno anche per ristabilire un senso della politica basato sulla concretezza e non sullo scopiazzare esperienze altrui”.

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