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Cgil Vicenza in assemblea. Ora il lavoro 4.0

Vicenza – Assemblea generale provinciale ieri della Cgil vicentina, all’Alfa hotel, in zona Fiera a Vicenza. Erano presenti oltre 250 delegati e funzionari del sindacato di via Vaccari. Importante e centrale il tema affrontato: “Governare il nuovo è la nostra sfida”, sulla digitalizzazione dell’economia e sull’industria 4.0. Il segretario provinciale Giampaolo Zanni ha ricordato il lavoro che l’organizzazione sindacale sta affrontando, un impegno a tutto campo. Parafrasando la terminologia  calcistica, Zanno ha parlato di azione  “in difesa, per quanto riguarda la reintroduzione di fatto dei voucher, la ventilata cancellazione delle normative sugli appalti, le pensioni, e in attacco per quanto riguarda i contratti da rinnovare, come quello della pubblica amministrazione, e la Carta dei diritti”.

“Ma soprattutto – ha aggiunto il segretario Cgil – la situazione inaccettabile per noi, rispetto alla stagione con Renzi al governo, è quella del tentativo di delegittimare il sindacato come parte sociale, quella della disintermediazione dei rapporti sociali. Oggi come non mai invece, la nostra mediazione sociale è necessaria, e lo dimostrano i fatti”. Sulla stessa lunghezza d’onda poi, si sono espressi anche Tiziana Basso e Vincenzo Colla, membri rispettivamente delle segreterie regionale e nazionale.

Vincenzo Colla
Vincenzo Colla

“Siamo di fronte a grandi cambiamenti – ha proseguito Zanni -. dovuti alle innovazioni scientifiche e tecnologiche che stiamo vivendo, alla digitalizzazione dell’economia. Noi temiamo che queste innovazioni possano aumentare le diseguaglianze, anche se certamente poteranno anche dei vantaggi. La nostra urgenza è capire, confrontarsi e darsi una strategia rispetto alla trasformazione del mondo che è in atto”.

Alessio Gramolati, del dipartimento politiche industriali della Cgil nazionale, ha quindi illustrato i cambiamenti in corso. “Stiamo vivendo – ha detto – una quarta rivoluzione industriale, dopo quelle della macchia a vapore (la prima), quella del motore a scoppio e dell’elettricità (la seconda) e quella dell’informatica e dei personal computer (la terza). Ora c’è quella di internet e della dematerializzazione, della stampante 3D e dell’economia circolare, che riutilizza gli scarti di produzione di altri processi produttivi”. Gramolati ha spiegato come le relazioni sociali e le tecnologie abbiamo sempre avuto, nella storia dell’uomo, un rapporto biunivoco: le une hanno influenzato il processo evolutivo delle altre e viceversa.

Si è parlato anche di globalizzazione e di come sia necessario ritornare a produrre. La prova viene dalle grandi multinazionali del digitale (Amazon, Google, Apple…) che stanno reinvestendo gli utili proprio nell’economia che noi consideriamo tradizionale. La segretaria regionale della Cgil Tiziana Basso ha annunciato una grande iniziativa veneta per quanto riguarda questi temi dell’industria 4.0 dopo il referendum di ottobre.

E sulla tornata elettorale consultiva voluta dalla maggioranza che governa il Veneto la Basso ha espresso la posizione dell’organizzazione sindacale: “come Cgil rispetto al referendum consultivo sull’autonomia abbiamo deciso di andare sul merito. Non porterà vantaggi perché lo scoglio vero è poi la modifica della Costituzione: chi voterà in parlamento per rendere il Veneto autonomo?”

Tanti gli interventi dei delegati e dei segretari di categoria della Cgil vicentina, ognuno a ribadire la necessità di rivedere il modo di approcciare un mondo che sta cambiando sempre di più repentino e che mette in rilievo problematiche come l’aumento delle diseguaglianze, la gestione della privacy dei lavoratori e dei cittadini, la necessità della riduzione dell’orario di lavoro, e la gestione di quello che viene definito lo smartworking.

A conclusione l’intervento del segretario nazionale della Cgil Vincenzo Colla che, nonostante tutto, ha sottolineato come “questo nuovo sistema digitale abbia messo molte aziende nella condizione di superare la crisi e di rilanciarsi nel mercato globale”. Purtroppo però – ha aggiunto -, nella crisi dalla quale stiamo lentamente uscendo ben il 20% delle aziende del manifatturiero italiane ci ha rimesso le penne, soprattutto perché non ha innovato, andando così fuori mercato”. Un errore fondamentale che viene fatto in Italia e che  Colla ha messo in rilievo è quello di sposare la “cultura dell’adesso”, ovvero non si fa non programmazione e progetto con una visione del futuro, ma si cerca soltanto di risolvere i problemi di oggi.

“Inoltre la politica ha dimostrato di essere incapace di redistribuire la ricchezza prodotta dal sistema produttivo del Paese attraverso il welfare”, ha sentenziato il segretario nazionale. Colla ha poi concluso ricordando che il sindacato tedesco, di fronte a questa rivoluzione digitale che a parità di produzione consente di lavorare meno, sta valutando di contrattare, a parità di stipendio, la settimana di lavoro a 28 ore. “E’ necessario quindi – ha sottolineato – pensare anche al lavoro 4.0″.

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