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Cgil, un presidio a Venezia in difesa della legge 194

Venezia – Si torna a parlare della legge 194, quella sull’interruzione volontaria di gravidanza, e a scendere in piazza in sua difesa. E’ infatti prevista una manifestazione domani, giovedì 28 settembre, a Venezia. Sarà un presidio, che si terrà dalle 10 alle 12, davanti al Palazzo Grandi Stazioni. E’ la Cgil della nostra regione ad organizzarlo, e sarà presente anche il nuovo segretario generale di Cgil Veneto Christian Ferrari.

“La legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza – spiega Marina Bergamin, della Cgil di Vicenza – una normativa varata nel 1978, e confermata dal referendum del 1981, con l’88% dei consensi, è tutt’ora largamente inattuata nel nostro paese, nonostante i ripetuti interventi del Consiglio europeo e il richiamo del comitato per i diritti umani dell’Onu. Eppure è una Legge molto seria, severa, puntuale, che ha riconsegnato alle donne il diritto di scelta, sottraendole all’aborto clandestino”.

“La 194 per altro – continua la sindacalista – ha previsto anche il diritto all’obiezione di coscienza, ed oggi esso viene invocato, a livello nazionale, dal 70% degli operatori, con punte regionali che toccano il 90%, a livello Veneto il 77%, ed in alcune Ulss di Vicenza persino l’85%. Anche la rete dei consultori familiari, che doveva accompagnare le donne nelle loro scelte e fare prevenzione ed educazione sessuale, si è via via indebolita, e ci sono sempre meno punti di riferimento, in particolare per le ragazze. A livello vicentino abbiamo formalmente chiesto i dati riguardanti sia la legge che il funzionamento dei consultori e stiamo attendendo le risposte”.

Per quanto riguarda le richieste, che verranno espresse anche nella manifestazione di Venezia, al governo nazionale e alla Regione Veneto di garantire una puntuale verifica sullo stato di attuazione della legge 194, che negli ospedali personale e dirigenti medici non obiettori siano messi in grado di garantire il rispetto della legge ed infine nuove risorse per il rilancio dei consultori. “La Cgil sta con tutte le donne – conclude la Bergamin – e chiede che i loro percorsi di accoglienza e assistenza siano privi di ostacoli burocratici e immotivate sofferenze psicofisiche, che non fanno che peggiorare un momento che è già di particolare difficoltà e fragilità”.

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Un Commento

  1. La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita, od altri, di entrare negli ospedali senza l’ autorizzazione della autorità sanitaria, come prevede la 194, ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l’ ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).

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