Un rendering del progetto del Centro equestre di Caldogno
Un rendering del progetto del Centro equestre di Caldogno

Caldogno, proroga ad Askoll per il Centro equestre

Caldogno. La Askoll avrà ancora due anni di tempo per avviare il progetto del Centro equestre a Caldogno. Il consiglio comunale calidonense ha infatti  dato il via libera alla proposta dell’assessore all’urbanistica Marcello Vezzaro di concedere una proroga di 24 mesi all’accordo di programma tra lo stesso Comune, la Regione Veneto ed il soggetto promotore (Askoll appunto) per la realizzazione del nuovo parco verde e centro sportivo e culturale attrezzato, in un’area di oltre 230 mila metri quadrati attualmente in parte incolta, e in parte utilizzata per coltivazioni intensive, inaccessibile ai cittadini. Il progetto prevede la realizzazione di un grande parco pubblico aperto gratuitamente 365 giorni all’anno, che ospiterà anche strutture idonee ad organizzare eventi equestri, oltre a fiere, spettacoli, concerti, manifestazioni culturali.

“La proroga dell’accordo, che sarebbe scaduto questo mese – spiega in una nota il Comune di Caldogno -, è stata richiesta da Askoll in attesa del verdetto definitivo da parte del Consiglio di Stato sul nuovo ricorso presentato da Italia Nostra, da sempre schierata contro il progetto. Come si ricorderà, nello scorso mese di gennaio il Tar del Veneto aveva respinto il medesimo ricorso presentato dall’associazione, valutando legittimo il complesso iter burocratico seguito da Comune di Caldogno, Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Nuova Caldogno srl, Askoll srl e Italconst spa per arrivare al “via libera” definitivo all’accordo di programma. La prima approvazione del consiglio comunale calidonense risale al febbraio 2011; a fine 2013 era giunta la dichiarazione di interesse regionale dell’opera, seguita nell’aprile 2015 dalla sottoscrizione dello schema dell’accordo tra Regione e soggetto promotore; quindi l’ultima firma del presidente della Regione, Luca Zaia, per l’esecutività, giunta a marzo del 2016”.

“Un iter burocratico – continua la nota – che il ricorso presentato da Italia Nostra aveva messo in discussione fin dalle sue fondamenta, reclamando l’illegittimità dello stesso Piano di assetto del territorio e del Piano degli interventi adottati dall’amministrazione comunale, oltre che dell’accordo di programma per il progetto specifico. Il tribunale regionale, tuttavia, aveva respinto il ricorso di Italia Nostra, condannando l’associazione al pagamento di cinquemila euro da liquidare a ciascuna delle parti chiamate in causa.

“Siamo sempre stati attenti a seguire ogni passaggio – commenta oggi Vezzaro -, perché la salvaguardia e la valorizzazione del territorio è stata la nostra priorità assoluta. Il Tar aveva confermato la correttezza delle nostre azioni. Ora il nuovo ricorso presentato al Consiglio di Stato da Italia Nostra, che fin dalle prime ipotesi di progetto non ha mai nemmeno voluto sedersi ad un tavolo di confronto con noi, comporta una situazione di stallo, per cui è opportuno attendere l’esito definitivo e concedere nel frattempo la proroga. Eviteremo così che si vanifichino anni di lavoro e si perda l’opportunità di realizzare quest’opera di interesse regionale, che porterebbe grandi benefici diventando un volano importante anche per la valorizzazione turistica di Caldogno, senza dimenticare le preziose infrastrutture viabilistiche accessorie come le nuove piste ciclabili e alle bretelle di collegamento”.

“Vale la pena peraltro ricordare – conclude l’assessore all’urbanistica – che in quell’area o si realizzerà il Centro equestre, o non si farà nient’altro: la proroga non potrà in alcun modo portare alla costruzione di altri edifici o opere non previsti dall’accordo originario”. La proroga comporterà anche la nomina del Collegio di Vigilanza di Comune e Regione.

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