Alloggi, Berlato: “No al piano integrazione profughi”

Venezia – “Quello che sta prevedendo il governo, tramite il piano di integrazione dei presunti profughi a firma del ministro Minniti, parrebbe prevedere anche una requisizione di appartamenti e alloggi privati sfitti per metterli a disposizione nella programmazione delle politiche dell’accoglienza. La questione è emersa in modo evidente dopo la vicenda degli sfratti attuati a Roma con l’operazione di sgombero di edifici occupati abusivamente. Nel frattempo l’indicazione del ministro Minniti alle Prefetture, tramite circolare, è quella di mappare edifici sia pubblici che privati sfitti. Non vorremmo pensare che si stia procedendo a questa mappatura per operare scelte folli come la requisizione di case sfitte, ipotesi già paventata in passato.

Lo scrive il consigliere regionale e coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale Sergio Berlato, sottolineando com un ipotesi del genere sia destinata a trovare lui ed il suo partito assolutamente contrari e pronti a fare le barricate. Il governo – continua Berlato – non può pensare di risolvere un problema creandone un altro, con conseguenze sociali imprevedibili. Per l’assegnazione delle abitazioni destinate alla residenza popolare esistono graduatorie provinciali, che sono normate da bandi e regole ben precise e che, come avviene ad esempio in Veneto, sono gestite dalle Ater. Ci sono persone aventi diritto all’assegnazione di alloggi pubblici con canone calmierato che sono in lista di attesa da anni”.

“Ci si domanda – conclude il consigliere regionale – come potrebbe essere giustificata ora un’assegnazione degli alloggi pubblici che non preveda il rispetto della graduatoria. Lo stesso dicasi per le migliaia di famiglie in difficoltà economica che comunque, con tanti sacrifici, pagano regolarmente gli affitti stabiliti tramite il mercato immobiliare privato. Anche per loro sarebbe una provocazione troppo difficile da sopportare se il governo procedesse a legalizzare forme di occupazione abusiva di alloggio ed a prevedere una via preferenziale per chi finora ha vissuto nell’illegalità”.

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