Veneto

Bandiera veneta, giunta nel mirino delle opposizioni

Venezia – “Più passano i giorni e più Zaia abbandona i temi dell’autonomia per propagandare un vero e proprio indipendentismo del Veneto. La minaccia di multare le Prefetture che non espongono la bandiera veneta rappresenta un azzardo eversivo contro lo Stato, studiato ad arte per far annusare l’idea di uno Stato veneto che dovrebbe nascere dopo il referendum del 22 ottobre”. Sono parole di Cristina Guarda, consigliera regionale di opposizione, del gruppo Alessandra Moretti Presidente, pronunciate a commento delle dichiarazioni del presidente della Regione, Luca Zaia, che annuncia l’intenzione di multare le Prefetture che non esporranno la bandiera del Veneto.

“In questo modo – continua la consigliera regionale – Zaia mortifica le legittime richieste di maggior autonomia che i veneti chiedono ma che potranno essere ottenute in un rapporto di leale collaborazione con lo Stato, esattamente secondo l’interpretazione che Zaia ha voluto dare fin dagli esordi di questo percorso che conduce al voto referendario. Se il presidente intende invece proseguire su una strada da muro contro muro con lo Stato, sono certa che vanificherà in maniera grave e colpevole tutto il senso di un processo di cambiamento che ha come obiettivo quello di rendere il Veneto più efficiente e moderno, non quello di relegarlo a ridicola enclave di stampo medievale”.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Piero Ruzzante, di Articolo Uno-Mdp, ovviamente anche lui in opposizione. “L’ufficio legislativo del Consiglio regionale del Veneto – scrive in una nota Ruzzante – li aveva avvisati: la norma che state votando è illegittima, non si possono obbligare Prefetture e uffici periferici delle amministrazioni statali ad esporre la bandiera di San Marco all’esterno delle loro sedi. I leghisti, assieme ai colleghi azzurri, hanno deciso di votarla lo stesso. Il Leone di San Marco viene usato ancora una volta per biechi fini di propaganda fra l’altro neppure rispettosi della storia fatta di apertura e accoglienza della Serenissima”.

Ruzzante, oggi ha anche inviato al governo una segnalazione in merito alla Legge regionale  n. 28 del 05 settembre 2017. “Dopo il parere dei tecnici del Consiglio ho ritenuto di non votare il testo. Adesso chiedo al governo di impugnare la legge di fronte alla Corte costituzionale: è inaccettabile che i leghisti sfruttino il Veneto ed i suoi simboli per fare propaganda, nel vano tentativo di racimolare qualche voto al referendum truffa di Zaia. Quando smetteranno di far perdere tempo al Consiglio regionale? Mentre loro giocano a fare la guerra a Roma il Veneto perde 25 mila abitanti in due anni, col risultato che quest’anno ci sono cinquemila alunni in meno nelle scuole venete e gli appartamenti sfitti toccano quota 500 mila”.

“Non si sono nemmeno accorti – continua – che ci sono stati 50 incendi dolosi contro imprese (soprattutto nel campo della gestione dei rifiuti, negli ultimi due anni. Questo significa che in Veneto ci sono organizzazioni criminali di stampo mafioso, ma loro, i leghisti, sono troppo impegnati ad occuparsi di bandiere, dialetto, referendum inutili e a ricordare i 220 anni dalla fine della Serenissima”.

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