Dettaglio del monumento ad Andrea Palladio, a Vicenza, in piazzetta Palladio
Il monumento ad Andrea Palladio, a Vicenza, in piazzetta Palladio

A Vicenza… Van Gogh versus Palladio

Vicenza – Un esame piuttosto complicato, durato un’estate intera, dagli esiti ancora incerti. Anche se celeberrimo, Van Gogh si è dovuto sottoporre a una difficile prova prima di essere ammesso nei palazzi del Palladio. Troppo invasivo l’allestimento; l’opera che laureò architetto lo scalpellino che veniva da fuori, subisce un’ignobile copertura in danno degli stessi intenti dell’espositore. Drastica riduzione dunque degli apparati per lasciar respirare i muri perimetrali e per consentire la visione interna della carena che funge da copertura della Basilica. La difficile convivenza non è tra i due geni, dell’architettura e della pittura, ma per il complesso di apparati a sostegno della mostra.

In fondo se l’evento ha un forte richiamo per la celebrità del pittore, non ne ha di meno per l’ambiente in cui si svolge. Il Palladio, sempre al centro della scena, non va mai trascurato o lasciato in disparte. Condivisibili le precauzioni perché la mostra con i suoi apparati non abbia il sopravvento sullo scrigno che la ospita. La città non può che vantarsi per essere stata prescelta per un happening di eccezionale clamore. Ma tanto non deve far dimenticare la grandezza, per una somma di valori architettonici, urbanistici, culturali che essa possiede e rappresenta.

Vicenza, città d’autore; modello unico nel suo genere per opera del demiurgo, celebrato e studiato nel vecchio come nel nuovo mondo. I suoi discepoli, gli Scamozzi, o gli epigoni, i Muttoni, completeranno l’opera del Palladio tenendo viva la scuola del maestro. Per merito del Palladio Vicenza è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco in quanto “realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che, integrati in un tessuto storico, ne determinano il carattere d’insieme. Grazie alla sua tipica struttura architettonica, la città ha esercitato una forte influenza sulla storia dell’architettura, dettando le regole dell’urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero” (Comitato Unesco 15 dicembre 1994).

Il “palladianesimo” quel fenomeno culturale di studio e di imitazione delle opere del grande Andrea di Pietro della Gondola, ha prodotto più recentemente anche un altro riconoscimento. Negli Stati Uniti d’America, ove la Casa Bianca e le altre costruzioni del potere e delle private dimore riecheggiano i palazzi e le ville vicentine, il Palladio è stato proclamato “padre dell’architettura americana” con risoluzione unanime del Congresso statunitense del 6 dicembre 2010. Da noi non c’è ancora un simile apprezzamento.

Tutto questo per significare due cose: la prima che Vicenza va senz’altro inserita nel circuito delle città turistiche insieme a Venezia, Firenze, Roma e Napoli. E che perciò ogni evento come la mostra non potrà che ottenere lustro appunto per essere ospitata nella città del Palladio e non viceversa. La seconda: visto il fiorire di studi palladiani, di musei, di frequentazioni di università italiane e straniere, specie americane, Vicenza dovrà dotarsi e al più presto della Università Internazionale di Architettura Andrea Palladio. Vicenza, unica città al mondo titolata per questo tipo di ateneo; lo reclama il suo Pigmalione.

Giovanni Bertacche – info@bertacche.com

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