Breaking News
Una esemplificazione di come sarebbe lo svincolo sud della tangenziale ovest di Vicenza
Una esemplificazione di come sarebbe lo svincolo sud della tangenziale ovest di Vicenza

Viale del Sole, critiche dai Cristiani per la pace

Vicenza – Non piacciono al Coordinamento dei cristiani per pace di Vicenza i progetti che ha in serbo l’amministrazione comunale per la zona ovest della città, ovvero viale del sole e aree limitrove. Ad esempio, sottolineano, come si possono realizzare, su viale del Sole, a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra, due rotatorie: una piccola da 47 metri di diametro (a carico del privato Auchan) e una enorme, con diametro di 110 metri, che verrà scavalcata con un viadotto lungo 116 metri e alto sette metri (a carico dei contribuenti)?

“Nella Via (Valutazione di impatto ambientale) presentata da Auchan – scrive il coordinamento commentando la nuova rotatoria, zona Auchan, già attivata a Vicenza – transitavano 25.766 veicoli, dalle ore 8 alle 20, mentre Anas nel 2014 ne rilevava 41.473 (per Società Autostrade BS-PD nel 2012 erano ancora di più: 76.246 veicoli). Il decreto Via della Provincia di Vicenza n. 168 del 15.12.2015, con oggetto ampliamento del parco commerciale Pomari mediante incremento della superficie di vendita del centro commerciale Auchan non prevedeva la realizzazione di una importante ed impattante stazione di servizio”.

“La Via Auchan che riporta anche il parere del Comitato Pomari inviato il 12.06.2015 è riferita infatti all’ampliamento della sola superficie di vendita all’interno dell’Auchan dal quale scaturiva l’obbligo per l’Auchan di realizzare uno studio del traffico e le conseguenti opere viabilistiche compensative. La concessione del distributore potrebbe essere un di più per il privato? Soprattutto in un’area dove dovrebbero essere stabilite delle regole per prevenire un ulteriore sviluppo urbanistico tra l’ambiente e la nuova strada (dal report dell’advisory misison Unesco-Icoms marzo 2017).

“Questioni – concludono i Cristiani per la pace – destinate quindi a finire inevitabilmente sul tavolo dell’Unesco dato che, da febbraio 2016, l’amministrazione comunale di Vicenza si è opposta a tutte le richieste di chiarimento avanzate dai comitati vicentini, recentemente (ed altrettanto inutilmente) rinnovate anche attraverso il presidente del consiglio comunale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *