Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Referendum autonomia, uno spreco su tutti i fronti

Venezia – “Non sono sorpresa del fatto che il Corecom abbia proposto l’archiviazione dei miei esposti in cui denuncio gli abusi della Lega Nord in materia di violazione di par condicio sul referendum per l’autonomia del Veneto. Cosa ci si può aspettare quando c’è la coincidenza  fra controllato e controllore, dal momento in cui la maggioranza dei componenti del Corecom è stata nominata dalla maggioranza imperate in Regione? Mi aspetto quindi che Agicom ripristini prontamente la legalità così clamorosamente violata”.

Non usa mezzi termini dunque la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Patrizia Bartelle commentando la mancanza di un seguito alla sua iniziativa delle settimane scorse, tesa a cercare una par condicio nella comunicazione istituzionale in vista del referendum sull’autonomia del Veneto, voluto dalla giunta regionale guidata da Luca Zaia e in programma per il mese di ottobre,

“Tengo a precisare – aggiunge Bartelle – che il M5S, in linea di principio, è sempre favorevole a che i cittadini possano esprimersi direttamente. Qui però ci troviamo di fronte a un referendum truffa, che sta costando ai veneti ben 14 milioni di euro di soldi pubblici. L’articolo 116 della Costituzione prevede infatti che si possano ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia solamente in tema di organizzazione di giudice di pace, istruzione, ambiente, ecosistema e beni culturali. Non è prevista invece la celebrazione d’un referendum, inutile e dispendioso. Un’intesa fra Stato e Regione può essere raggiunta dopo aver sentito gli enti locali e nel rispetto dei principi finanziari e di bilancio sanciti dall’articolo 119″.

La consigliere regionale rincara quindi la dose sottolineando che la Lega, di fatto, sta “gettando fumo negli occhi dei veneti, perché si tratta di un referendum illegittimo proprio in quanto non previsto dalla Costituzione. Non è che la Lega stia perseguendo – si chiede -, con mezzi più astuti, gli stessi obiettivi degli indipendentisti veneti? Tengo a precisare che io sono italiana, e sono fermamente contraria alla secessione del Veneto dall’Italia”.

“Gli elettori veneti – conclude la Bartelle – devono sapere che l’eventuale approvazione d’un referendum sull’autonomia non comporterà affatto, come la propaganda leghista vuol far credere, che i soldi delle tasse rimarranno sul nostro territorio. Per questo ci vorrebbe una modifica della Costituzione. Con il referendum della Lega si spendono soldi invece di guadagnarne. Trovo poi sconcertante che il mio esposto al Corecom, che vigila sul rispetto della par condicio, rischi di slittare perché le autorità garanti del Veneto hanno deciso la serrata degli uffici nella settimana di ferragosto, interrompendo di fatto un pubblico servizio”.

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