Veneto

Referendum autonomia, quell’inutile tessera…

Venezia – “Le polemiche nate all’interno della Lega in merito il mancato utilizzo della tessera elettorale sono di fatto un’accusa allo stesso presidente della Regione Veneto. E’ stata proprio la giunta Zaia infatti ad approvare, l’8 agosto, lo schema d’intesa con le prefetture venete, prevedendo il voto senza la tessera. Zaia sembra inoltre avere la coda di paglia, vista la prontezza con cui ha messo a tacere le lagnanze dei suoi compagni di partito, secondo quanto riportato oggi da Il Mattino di Padova”.

Così il presidente del Comitato veneti per l’astensione, Stefano Poggi, in merito alle polemiche a proposito dell’uso della tessera elettorale, vietato dal Viminale per il voto al referendum sull’autonomia della nostra regione, programmato per ottobre, proprio perché si tratta di un voto organizzato dalla Regione e non dal Ministero dell’Interno. Va ricordato inoltre che questo voto non è una consultazione elettorale vera e propria, non ha in altre parole effetti reali, poiché si limita a chiedere se si è favorevoli o no ad una ipotetica maggior autonomia del Veneto, comunque da richiedere e senza garanzia che si arrivi allo scopo. Insomma, è più un sondaggio che un appuntamento elettorale.

La reazione da parte di vari esponenti della politica regionale, soprattutto in casa Lega Nord, è stata immediata, con critiche che sono piovute sul governo e sulla sua decisione di vietare l’uso della tessera elettorale nell’occasione. Il presidente della Regione invece, come ricorda Stefano Poggi, ha messo tutti a tacere sottolineando ed ufficializzando che non è un problema, e che si voterà senza tessera. Che faranno ora i politici venete che si erano scagliati contro la decisione del Viminale? Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, si chiede ad esempio Poggi, si metterà il bavaglio o continuerà a sbraitare?

“Comunque – continua il presidente del comitato per l’astensione -, sul referendum truffa le incognite si moltiplicano: se già non era chiaro su cosa siamo chiamati a votare (la Lega si guarda bene dal formulare una proposta per l’autonomia), ora, a meno di due mesi dalla consultazione si scopre che sono ancora ignote anche le modalità di voto. Cosa vogliono fare adesso, andare casa per casa a portare un certificato elettorale veneto, magari ancora una volta a spese dei contribuenti? Zaia prima andava in tv a dire che chi non avesse avuto il timbro sulla tessera dopo il referendum non avrebbe più avuto diritto di parola in Veneto. Poco dopo ha approvato proprio quell’intesa che sancisce che alla tessera siano preferite modalità alternative”.

“Quando sono iniziate le prevedibili proteste dei leghisti – continua Poggi -, le ha subito zittite. Insomma, per il governatore vale la regola del tutti muti. Ma queste continue contraddizioni non fanno altro che dimostrare che questo referendum sarà in realtà solo un sondaggiomolto costoso e privo di reale valore, per i cittadini veneti e per il rafforzamento delle autonomie locali. Lega Nord e Forza Italia hanno avuto 16 anni per fare qualcosa in questo senso, invece hanno scelto di arenare qualsiasi ipotesi di attivazione dell’articolo 116 della Costituzione, sia a Venezia che Roma”.

Da segnalare che sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Guadagnini, consigliere regionale del gruppo SiamoVeneto, ovvero la parte opposta a quella di poggi, i venetisti. “In merito all’uso dell’italica tessera elettorale – scrive in una nota Guadagnini -, credo che la polemica sia un tantino esagerata. Anzi, credo sia un bene che ci venga impedito di usarla. Il fatto di non utilizzare questo documento prefettizio, che peraltro c’è solo dal 2000, non costituisce un problema. Si tratta di un’ulteriore conferma del fatto che il Veneto ha iniziato un cammino di disconnessione che lo porterà a celebrare la propria indipendenza dallo Stato italiano il prima possibile”.

“Non abbiamo bisogno – ha aggiunto il consigliere indipendentista – che siano le prefetture a certificare la correttezza del voto in Veneto, ci possiamo benissimo arrangiare da soli. Per questo propongo di ripristinare il certificato elettorale veneto, che possa essere usato ogni qualvolta sarà la Regione Veneto ad indire una consultazione elettorale. Ho l’impressione infatti, che questa non sarà l’unica volta che ci servirà, anzi credo che la miopia dello stato italiano sia un catalizzatore potente per far crescere nei veneti l’esigenza di votare per la nostra indipendenza”.

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