Quattro in manette per rapine tra Padova e Vicenza

Padova – Quasi otto mesi di indagine, svariati servizi e attività di riscontro alla fine hanno prodotto i loro frutti ai carabinieri, che hanno smantellata una associazione a delinquere dedita a reati contro il patrimonio, in particolare furti e rapine. Le indagini erano partite il 13 gennaio  scorso, per cercare gli autori della rapina alla Farmacia all’Aquila, di San Martino di Lupari, ma hanno portato gli uomini del Nucleo investigativo di Padova e della Compagna dei carabinieri di Cittadella, ad individuare i componenti dell’associazione e ricostruirne le malefatte.

E così, ieri, i carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Padova, nei confronti di quattro italiani di etnia sinti: Saymon Casagrande, di 36 anni, Claudio Marzari, di 42 anni,  Michael Catter, 33 anni, e Teres Mayor, 36 anni. Cinque gli episodi contestati ai quattro, tre dei quali già sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria per la rapina ai danni della Farmacia “Salviati” di Grumolo delle Abbadesse dell’8 marzo 2017. Inoltre il sodalizio criminale ne avrebbe tentate altre due, il 9 febbraio 2017, rispettivamente a Piazzola sul Brenta, ai danni del ristorante Contarini Sole, e a Camisano Vicentino, alla sala giochi Golden room, che però erano fallite.

Secondo i carabinieri la tecnica impiegata consisteva nell’individuare preventivamente esercizi pubblici appetibili, sia per volume di affari, sia per clientela facilmente aggredibile. Poi, in taluni casi, i malviventi individuavano una vettura datata (perché di facile apertura e di facile utilizzo anche in assenza delle chiavi), da impiegare per avvicinarsi all’obiettivo da colpire e per allontanarsi subito dopo. Il passaggio all’azione avveniva invece solo con un travisamento completo da parte dei malviventi che, per rendere più credibile la loro minaccia, agivano in gruppo, in orario tardo pomeridiano o  serale e non disdegnando l’impiego di armi da fuoco, da taglio o improprie.

“Alle prime luci dell’alba di ieri spiegano i Carabinieri in una nota -, dopo un’attività durata qualche giorno, consistente in una attenta ricognizione delle località in cui i soggetti erano stati precedentemente localizzati ed un monitoraggio delle loro abitudini e dei loro movimenti, è scattata l’operazione, che ha visto i militari intervenire simultaneamente sui quattro obiettivi individuati ed assicurarli alla giustizia”. Dopo le formalità di rito, Casagrande e Mayor sono stati associati alla casa circondariale di Vicenza, mentre gli altri due a quella di Padova.

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