Profughi, Forza Italia: “Vicenza come Codigoro”

Vicenza – Matteo Tosetto, commissario provinciale vicentino di Forza Italia, invita il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ad applicare la ricetta del primo cittadino di Codigoro (Ferrara) Alice Zanardi. “In piccolo – sottolinea Tosetto – a Codigoro è successo quello che sta succedendo da noi a Vicenza: l’inserimento di troppi richiedenti asilo, in un paesino che può essere paragonato ad uno dei nostri quartieri, ha sbilanciato la composizione demografica del centro abitato portando problematiche mai viste in quella realtà del Delta del Po”.

“La sindaco romagnola – continua – pur essendo di centro sinistra ha messo in atto interventi per arginare il fenomeno. Non resta che l’ostruzionismo di fronte ad uno Stato centrale miope che non capisce quello che succede in periferia nonostante, ad esempio la metà dei sindaci del vicentino, si sia rifiutata di ospitare profughi. Il colmo è che anche i sindaci di sinistra, come la Zanardi, si rendono conto nella pratica di questa situazione che non ha colore politico: ne va della sicurezza dei nostri centri, dell’esistenza dello Stato in periferia, del presente e del futuro della nostra cultura e della nostra nazione”.

“A Variati consiglierei di ordinare ai dirigenti comunali controlli tecnici e amministrativi serrati in tutti gli appartamenti ed edifici che ospitano richiedenti asilo per capire se tutto è in regola, dagli impianti, alla conformità tra planimetrie catastali e concessione edilizia. E poi di verificare le condizioni igienico sanitarie di questi luoghi, tramite l’Ulss. Infine di mandare a sorpresa la polizia municipale a mappare la situazione reale: ho l’impressione che in molti appartamenti ci sia più gente del previsto”.

Infine Tosetto invita Variati ad aumentare il fondo affitti del bando che annualmente la Regione del Veneto emana per l’aiuto alle famiglie in difficoltà. “Troppe – ricorda – sono le famiglie residenti nel capoluogo di provincia che hanno bisogno, come  dimostra la graduatoria delle case pubbliche e gli aiuti dati proprio per l’affitto dall’assessorato ai servizi sociali. Se ci sono queste case disponibili e in condizioni di essere utilizzate, possono benissimo essere prese in affitto dalle famiglie italiane, o regolarmente in Italia, con il contributo pubblico. Il business sui richiedenti asilo mostra sempre di più aspetti immorali e dannosi per la nostra comunità, per la nostra cultura e per la nostra civiltà”.

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