Autoanalisi sui Pfas

Autoanalisi sui Pfas. Guarda: “Rimborsi non certi”

Venezia – “In meno di un anno si è passati da un regime obbligatorio per le auto analisi sui Pfas nei pozzi privati, con oneri a carico dei proprietari, ad uno facoltativo e vincolato ad una procedura codificata in capo all’Arpav. Ad essere stati penalizzati sono gli agricoltori, obbligati a pagare di tasca propria le spese per effettuare le analisi e sul cui rimborso la Giunta non sta dando risposta”.

A prendere di nuovo posizione sulla vicenda legata all’emergenza Pfas, è la consigliera regionale Cristina Guarda (Amp), che sul tema ha nuovamente presentato un’interrogazione, dopo che “la giunta – sottolinea – non ha dato in risposta diretta alla mia domanda di fare chiarezza sui rimborsi”.

La consigliera regionale pone l’accento sul fatto che le indicazioni sui prelievi sarebbero mutate in maniera contraddittoria e parla di una “discrepanza tra le indicazioni del Settore promozione e sviluppo igiene e sanità pubblica, che aveva emanato la nota del 21 marzo 2016, e l’assessorato all’agricoltura che ha assegnato alla Direzione difesa del suolo l’attuazione della delibera n. 215 del 28 febbraio 2017”.

Tra le domande rivolte alla giunta, Guarda vuole sapere “quanti agricoltori abbiano aderito al prelevamento volontario delle acque previsto dalla delibera  n. 215 e come intende incentivare i prelevamenti volontari. Tutto questo in vista dei risultati dell’indagine effettuata dall’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sull’inquinamento della catena alimentare, in modo tale da poter intervenire nelle situazioni di maggiore emergenza”.

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