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Parco della Pace, associazioni divise sul progetto

“Non c’è pace per il parco della Pace” titolavamo nei giorni scorsi un articolo nel quale si dava conto della posizione di un certo numero di associazioni vicentine che fanno parte del Tavolo della Partecipazione del futuro Parco della Pace di Vicenza, nell’area ex dal Molin, adiacente alla base militare americana Del Din. Il gruppo di associazioni era molto critico nei confronti del progetto che è stato presentato. Intervengono adesso, con lo scritto che pubblichiamo di seguito, le altre associazioni che fanno parte del tavolo, prendendo le distanze da quelle critiche…

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Vicenza – Il 28/7, alcune associazioni del Tavolo della partecipazione del Parco della Pace, in un comunicato stampa reso noto prima ai media e, due giorni dopo, inviato alle autorità cittadine e agli altri componenti il Tavolo della Partecipazione – contravvenendo così ad una regola di comportamento del Tavolo stesso –, si sono dette contrarie al progetto di parco recentemente approvato dalla giunta comunale di Vicenza. A sua volta, detto comunicato è stato divulgato da alcuni media come espressione di tutto il Tavolo, che avrebbe, dunque, “bocciato” tale progetto. Le cose non stanno così.

Vorremmo ribadire, innanzitutto, l’importanza di aver sottratto a servitù militare, riconvertendola a uso civile e pubblico, l’area destinata a parco, evitando così, da un lato, il rischio che venisse inglobata nelle strutture militari esistenti, e, dall’altro, il sorgere di speculazioni di altro genere. Le potenzialità del Parco della Pace sono note: una testimonianza di pace in contrasto con la vicina base militare; un’area verde di oltre 60 ettari destinata alla fruizione delle famiglie di Vicenza e comuni limitrofi; una possibile valvola di sfogo delle acque dei fiumi che scorrono a nord della città, in caso di alluvioni; un luogo in cui svolgere attività culturali, ricreative, sportive, suscettibili di rappresentare un volano di sviluppo socio-economico locale; uno spazio in cui un pezzo di storia italiana dell’aviazione può essere valorizzato dal previsto Museo dell’Aria; infine, parte dell’area potrà essere utilizzata dalla Protezione Civile come punto di raccolta nel caso fosse necessario evacuare temporaneamente popolazioni colpite da calamità.

Con lo spirito di contribuire a questa opera, su invito del sindaco di Vicenza, Achille Variati, un gruppo iniziale di una trentina di realtà associative – di diversa natura, storia e finalità, convocate in quanto portatrici di interessi sostanzialmente omogenei rispetto alla proposta originaria – ha intrapreso, nel febbraio 2013, un percorso di confronto sul tema, sancito da una delibera comunale che riconosce al Tavolo della partecipazione un ruolo consultivo da acquisire obbligatoriamente da parte del comune. Diversità e pluralità di posizioni hanno rappresentato, dunque, la peculiarità del Tavolo della partecipazione che, pur faticosamente, ha sempre cercato di trovare una sintesi mediante il metodo del consenso fra rappresentanti di associazioni, le cui dimensioni sono, peraltro, molto diverse.

Ruolo cruciale nell’amalgamare le sue diverse anime è stato svolto, finché è esistita, da una segreteria tecnica di cui lo stesso Tavolo si è dotato lungo il percorso. Sta di fatto che il Tavolo non è pervenuto, nonostante gli sforzi di alcuni, ad una posizione comune in merito al progetto di Parco della Pace presentato dalla Pan e Associati. Tanto che nel novembre 2016, vari componenti del Tavolo hanno inviato autonomamente le proprie osservazioni al progetto preliminare, avanzando critiche, proposte, suggerimenti. Questi documenti sono agli atti. Tale documentazione è stata, di recente, oggetto di un confronto fra il sindaco e il Tavolo, nel quale il primo ha reso noto quali elementi, di quelli avanzati, fossero stati accolti e quali no dall’amministrazione.

D’altro canto, a seguito dell’approvazione del cosiddetto Bando periferie, nuovi fondi si sono resi disponibili per la progettazione di alcune istallazioni del parco importanti per il collegamento con la città. Di qui, il mandato ai progettisti di integrare il progetto preliminare. Quello presentato e discusso lo scorso 24 luglio è, dunque, il progetto “definitivo”, che ora va reso esecutivo. Pur senza discostarsi dalla visione di insieme già nota, esso introduce alcune novità. Recependo, in parte, anche alcuni dei suggerimenti inviati nel novembre scorso: ad esempio, il giardino centrale è stato ridotto nelle sue dimensioni, con la conseguente riduzione del costo della sua manutenzione; nei locali della ex aerostazione, traslocherà in futuro la Casa della Pace, che è a tutti gli effetti un organismo del Comune di Vicenza; mentre per quanto riguarda la necessità, da più parti invocata, di “moltiplicare i segni di pace” nel futuro Parco, il sindaco ha rinviato tale verifica a quando si discuterà della governance dell’area.

In tal senso, nell’ultima riunione, è stata posta anche una domanda sul futuro del Tavolo, al quale – va ricordato – la delibera istitutiva riserva, fra l’altro, un ruolo di monitoraggio delle azioni di salvaguardia ambientale, che va oltre la fase di progettazione. In questo quadro, a quanto sembra di capire dal comunicato stampa del 28 luglio, le associazioni che lo firmano non intendono più partecipare a questo percorso. Non condividiamo lo stile secondo cui “o si fa come diciamo noi o ce ne andiamo”, ma ne prendiamo atto. Del resto, nel rispetto delle opinioni di tutti, è comprensibilmente difficile confrontarsi con chi, tra i firmatari di quel comunicato stampa, ha sostenuto nell’ultimo incontro che il progettato Parco della Pace «è peggio della base» militare.

Nei fatti, le critiche esposte nel comunicato stampa non sono condivise da altre componenti del Tavolo. Per fare un esempio, sulla questione drenaggi, troviamo fuorviante insinuare che «la funzione primaria del futuro parco consista nella regimentazione delle acque di falda e meteoriche che ristagnano in quell’area». Come è noto, il sistema di drenaggi preesistente è stato distrutto dalla costruzione della base e il danno è, purtroppo, irreparabile, come vari esperti hanno più volte approfondito con il Tavolo. Ne consegue un serio problema di ristagno delle acque, come abbiamo visto nel recente passato.

Risolverlo è un imperativo per fruire del Parco; non viceversa. Le opere idrauliche previste vanno in questa direzione, anche in considerazione degli effetti dei cambiamenti climatici in atto. Con questo spirito di servizio, che ci accomuna anche nella diversità di opinioni su determinati aspetti progettuali, ribadiamo la nostra apertura al confronto e manifestiamo la nostra disponibilità a proseguire il percorso avviato, con gli opportuni adeguamenti organizzativi alla nuova fase che si apre.

Firmato (in ordine alfabetico): Associazione Arma Aeronautica, sezione Vicenza; Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica, sezione di Vicenza; Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo; Amici dei Parchi; Casa per la Pace; Cgil; Circolo Tennis Vicenza; Cisl; Club Frecce Tricolori 34, sezione di Vicenza; Coordinamento dei Comitati Cittadini; Gruppo Amici Velivoli Storici (Gavs), sezione di Vicenza; Legambiente.

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