Lavoro, occupazione femminile tra luci ed ombre

Vicenza – In questi giorni sono usciti i nuovi dati Istat sull’occupazione e molta enfasi si è messa sulla occupazione femminile in crescita. Va confermato, anche a Vicenza, il buon andamento dell’occupazione delle donne (che tuttavia resta a venti punti di distanza da quella maschile) , anche grazie all’estensione del terziario (più o meno avanzato) che ormai riguarda il 53% della forza lavoro. I dati qualitativi, tuttavia, non sono ugualmente esaltanti.

Marina Bergamin
Marina Bergamin

Il gap retributivo persiste (se lo stipendio netto medio di un uomo italiano è di 1.426 euro, quello di una donna italiana è di 1.300 euro; per un uomo straniero è di 1.200 euro, per un donna straniera è di 1.000 euro).  Sono le donne ad avere contratti part-time (il 33% contro il 4% degli uomini), non sempre voluti; o tempi determinati (il 13% contro il 9% degli uomini ) e solo il 16% ha un lavoro indipendente. Va ricordato che il tasso di natalità in Veneto è tra i più bassi al mondo, segno che qualcosa non va.

L’insieme di questi dati ci dice molte cose: che il mondo del lavoro per le donne continua ad essere difficile e difficile la conciliazione casa-lavoro; che il welfare rivolto alle famiglie è molto debole; che il mercato del lavoro è ancora attraversato da molta precarietà. Queste donne “fragili”, saranno le pensionate fragili di domani.

Alle organizzazioni sindacali spetta un compito enorme: è con la contrattazione di primo e secondo livello e con la contrattazione sociale che alcuni problemi si possono affrontare e risolvere. Ma il tema riguarda tutti: le aziende, le Istituzioni, la società intera. La condizione delle donne è una delle cifre con cui si misura la civiltà di un paese.

Marina Bergamin – Dipartimento mercato del lavoro Cgil Vicenza

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