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Migranti e gender, sale la polemica su Operaestate

Vicenza – Non c’è pace tra gli ulivi a Vicenza e dintorni. La frase è un po’ scontata ma fa al caso nostro per introdurre il racconto dell’ultima polemica a distanza tra politici vicentini, ancorché di segno opposto. Ci riferiamo a Elena Donazzan e Jacopo Bulgarini d’Elci che in questi giorni polemizzano a proposito di due spettacoli in cartellone nel Festival bassanese Operaestate, due spettacoli che non piacciono all’assessore regionale, esponente della destra, e che vengono invece difesi dal vicesindaco progressista di Vicenza. Come una sorta di terzo incomodo tra i due punti di vista, curiosamente emblematico di come poi vanno realmente le cose, proponiamo questo intervento dei cattolici tradizionalisti vicentini, che prendono, naturalmente le parti della Donazzan, ma sembrano avere una convenienza a non scontentare troppo Bulgarini d’Elci, quindi danno un classico colpo al cerchio ed uno alla botte.

Pet quanto riguarda la sostanza del contendere è presto detta. I due spettacoli di operaestate constestati da Elena Donazzan sono“Migrant bodies“, sul tema delle migrazioni, e “Performing gender“, su quello della sessualità e sul così detto gender. Ebbene, come abbiamo già scritto l’assessore regionale ha sollecitato ad una riflessione il suo collega di giunta Cristiano Corazzari, siuggerendo che la regione dovrebbe togliere il suo patrocinio a spettacoli che idealm,ente non dovrebbe condividere. In altre parole, aggiungiamo noi, niente che sia in qualche modo a favore di una integrazione di profughi e migranti e che persegue un idea di eguaglianza tra eterosessuali ed omosessuali.

Non poteva non arrivare una reazione dal mondo liberal, da quegli esponenti progressisti insomma nella cui agenda figurano concetti quali la solidarietà tra le genti e la non ìdiscriminazione sessuale. E così Jacopo Bulgarini d’Elci ha risposto alla Donazzan dalla sua pagina Facebook “Come già in altre occasioni  – scrive Bulgarini -, Donazzan invoca la censura contro  spettacoli colpevoli di trattare temi attuali e difficili, come la sessualità e gli stranieri. E pretende che la Regione tolga il patrocinio e tagli i finanziamenti a Operaestate, bellissima rassegna bassanese. È tipico del pensiero illiberale e totalitario pretendere di decidere cosa, adulti consenzienti, possano o meno guardare comprando un biglietto”.

“Ricattare Bassano con la minaccia di togliere soldi e patrocinio mi pare poi particolarmente misero, e spero che l’assessore regionale alla cultura Corazzari, persona perbene, non si lasci intimidire. Così come spero che il presidente Zaia prima o poi intervenga per porre un freno alle manifestazioni di fanatismo ideologico della sua assessora. Ciò detto, se la Regione dovesse far passare la linea per cui patrocini e finanziamenti vengono assoggettati alla parodia dell’inquisizione spagnola sognata dalla Donazzan, ebbene, dichiaro fin d’ora che rinuncerò ai patrocini regionali e mai più li chiederò per le manifestazioni culturali della città di Vicenza. Che lo stemma regionale appaia solo accanto alle loro preferite e innocue manifestazioni, tipo le varie incarnazioni della festa del pesce fritto, sovente e generosamente finanziate”.

Tagliente dunque il vicensindaco, ma altrettanto lo è stata la Donazzan che, dalle colonne del Giornale di Vicenza, ha risposto con ironia a Bulgarini, togliendolo d’impaccio a proposito della necessità “di chiedere ulteriori patrocini alla Regione. Non farà più l’assessore – ha detto – e probabilmente non sarà più al governo, dunque non si deve preoccupare. I patrocini non sono atti dovuti, ma devono rispettare una serie di condizioni. Sto facendo tutte le verifiche del caso, ma se si abusa del patrocinio della Regione, è corretto che questo venga ritirato”.

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