Giovanni Andrea Zanon (Foto di Lorenzo Bringheli per Vogue)
Giovanni Andrea Zanon (Foto di Lorenzo Bringheli per Vogue)

“L’incanto del violino”, l’enfant prodige a Bassano

Bassano del Grappa – Torna ad esibirsi a Bassano, al Teatro al Castello Tito Gobbi, il giovane violinista  Giovanni Andrea Zanon. L’appuntamento è per il 10 agosto, alle 21, per una serata intitolata “L’incanto del violino”. L’evento inserito nel cartellone di Operaestate Festival Veneto, in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa. Giovanni Andrea Zanon, classe 1998, suona il violino da quando aveva due anni e viene ammesso al conservatorio di Padova a 4 anni, come mai era successo in Italia. Nel 2012 si laurea alla finale del concorso “Wieniawski-Lipinski” in Polonia, dove mai nessun italiano era arrivato.

Debutta alla Carnegie Hall di New York nel 2013, primo premio assoluto al concorso di Novosibirsk, fra i più prestigiosi al mondo, vi riceve anche tutti i premi speciali previsti. Dal 2014 si trasferisce negli Stati Uniti per studiare con Pinchas Zukerman alla Manhattan School di New York, dopo aver passato la selezione per il “Master of Art” di violino, su oltre 3.000 concorrenti provenienti da ogni parte del mondo.

La sua storia è stata raccontata anche dalla Rai, all’interno del programma “Che fuori tempo che fa” condotto da Fabio Fazio, nello scorso mese di aprile: dalle prime lezioni, agli incontri con Armani e con il presidente Mattarella, dall’arrivo in America alle curiosità. Curiosità come quella che riguarda le prime note imparate, apparsa su L’Uomo Vogue: “quando imparavo le prime note, i miei mi premiavano regalandomi una gallina. Poi, quando chiesi un cane, dovetti imparare la prima parte del concerto di Sibelius”.

“La sua – spiegano gli organizzatori – è una storia alla Mozart, con un padre appassionato di musica che gli fa costruire un violino in miniatura (proprio come Leopold), un incontro con un grande maestro, Zubin Mehta (un Salieri senza sfumature dark), una sorella concertista (Beatrice, che fortunatamente non sarà una nuova Nannerl) e una lunga serie di viaggi, che gli hanno fatto sentire la nostalgia di casa, ma che lo hanno anche reso consapevole del proprio talento”.

Tre i brani che compongono il programma della serata di Bassano, a partire dalla “Sonata n. 3 in mi bemolle” di Beethoven, una delle espressioni più vigorose e sicure della produzione beethoveniana.  Si prosegue con il “Rondò capriccioso” di Saint-Saëns, in cui dolcezza e purezza, contrastanti con un intenso vibrato, evocano lo stile di esecuzione di Pablo de Sarasate a cui l’opera è dedicata. Per concludere, la “Sonata in mi bemolle op. 18” di Richard Strauss. Caratterizzata da una struttura classica in tre movimenti, rappresenta l’ultimo saggio del compositore nel genere della musica astratta, prima di darsi anima e corpo all’opera e al poema sinfonico.

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