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Ius soli, Berlato: “L’opinione del Papa non è un dogma”

Venezia – Stanno provocando reazioni le parole pronunciate ieri dal Papa a proposito dello Ius Soli. Il pontefice, pur non usando parole esplicite aveva infatti parlato della necessità di riconosce il diritto di cittadinanza e di nazionalità a chi arriva nel nostro paese e vuole vivere nella nostra comunità. A livello locale è particolarmente tagliente la presa di posizione di Sergio Berlato, consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale che sottolinea come l’opinione politica di un papa non sia un dogma e come Bergoglio, sullo Ius soli, sia criticabile come un qualsiasi cristiano

Sergio Berlato
Sergio Berlato

“Chi sale sul pulpito – scrive Berlato in una nota – a dare lezioni di moralità accusando di blasfemia chiunque si permetta di criticare un’opinione politica del Papa, dovrebbe ricordarsi che la laicità dello Stato è un valore riconosciuto anche dalla Chiesa; non confondiamo il dogma dell’infallibilità del pontefice riguardo alla sfera teologica con le dichiarazioni personali su questioni che nulla c’entrano con la religione. Sulla questione Ius soli, pur non citandolo espressamente, quando Bergoglio parla di una necessità di riconoscere il diritto universale ad una nazionalità che va riconosciuta e certificata evitando casi di apolidia partendo da una legislazione sulla cittadinanza che, a suo avviso, andrebbe modificata secondo le esigenze del momento a favore di migranti e rifugiati, è una dichiarazione politica personale criticabile e contestabile”.

“Sono convinto – conclude il consigliere regionale – che queste ingerenze e velate pressioni politiche siano un danno in primis per la Chiesa che, in quanto istituzione religiosa, entrando a gamba tesa su questioni che animano il dibattito politico, prendendo posizione su una tematica tanto delicata, perda di vista il ruolo che ha nella società e nei confronti delle istituzioni statali. Tra l’altro, in un momento in cui le priorità sono ben altre e in una situazione internazionale in cui il terrorismo di stampo islamico ha apertamente dichiarato guerra a tutto il mondo occidentale, tali dichiarazioni sono apparse alquanto inopportune”.

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