Veneto

Pfas, insediata Commissione regionale d’inchiesta

Venezia – “La Commissione sui Pfas che si è insediata oggi ha un compito preciso: dare un massiccio contributo di verità su tutta la vicenda. Se questo non avverrà, saremo di fronte ad una nuova presa per i fondelli, dopo le montagne di ritardi del governo veneto nell’intervenire. Sarebbe un nuovo flop che la Regione non può permettersi”. A parlare così è Cristina Guarda consiglere regionale del Veneto per il gruppo Alessandra Moretti presidente, in occasione della seduta di insediamento che si è tenuta oggi, a Palazzo Ferro Fini di questa commissione regionale d’inchiesta, presieduta dal consigliere del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco, che si occuperà del problema scottante ed ancora aperto dell’inquinamento da Pfas.

“Sarà indispensabile – continua la Guarda – mostrare forza e determinazione politica trasversale. In primo luogo per esigere che i massimi rappresentanti di Miteni si presentino in Commissione e si confrontino a viso aperto su tutte le questioni in ballo, tanto sulle responsabilità passate quanto sui passaggi futuri da compiere. L’annuncio di Miteni di un impegno di 40-50 milioni di euro per effettuare le bonifiche è buona cosa ma non può intenerire nessuno: o la commissione sarà incalzante e affamata di verità, oppure è meglio chiudere subito i battenti”.

Cristina Guarda ricorda infine anche la “necessità di fare luce sull’omessa o incompleta comunicazione dei documenti che certificano, tra il 1991 e il 2009, le gravissime condizioni di inquinamento del terreno. Un fatto – sottolinea la consigliera – che ha portato ad una gestione sbagliata dell’area contaminata e ad inevitabili ritardi nelle azioni di protezione ambientale, di bonifica e di tutela della salute”.

“Auguro al presidente Brusco – conclude Guarda – un buon lavoro. La commissione agisce in una fase cruciale, tra esigenze di verità, di protezione sanitaria dei cittadini e di rilancio delle aree contaminate. Questo incrocio esige la massima serietà di tutti: se così non sarà, non esiterò a denunciare puntualmente ogni atteggiamento rinunciatario o morbido da parte dell’organismo appena insediato”.

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