mercoledì , 15 Settembre 2021

Grandine, risarcimenti lenti dalle assicurazioni

Pubblichiamo di seguito un intervento della consigliera regionale veneta di opposizione Cristina Guarda. Riflette sulla necessità che gli agricoltori stipulino le polizze assicurative contro i danni causati dalla grandine e dal maltempo in generale, in questi difficili anni caratterizzati dai cambiamenti climatici. Tuttavia, anche per chi è già assicurato, i risarcimenti arrivano con troppo ritardo, e questo scoraggia gli agricoltori, ormai sfiduciati. Occorre quindi intervenire…

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Venezia – La vendemmia è partita, dopo mesi di dure prove per l’agricoltura veneta. La brinata di aprile, la siccità e le ultime grandinate hanno infatti compromesso le produzioni e alcune aziende hanno perso anche il 100% di alcune coltivazioni. Sarà comunque un anno positivo per il Veneto e la viticoltura, ma molti agricoltori rassegnati dovranno attendere l’avvio delle perizie delle assicurazioni. Eh sì, perchè visto il continuo aumento di fenomeni calamitosi, è sempre più consigliato tutelarsi assicurando le produzioni agricole: il Ministero dell’Agricoltura dal 2004 ha introdotto un importante strumento di aiuto pubblico, l’assicurazione agevolata.

Eppure, dopo un decennale funzionamento positivo della misura, dal 2015 il sistema ha cominciato a scricchiolare e gli agricoltori hanno cominciato a diventare sempre più scettici nei confronti di questo strumento. Ed è proprio per questo che a maggio la Commissione agricoltura, alla Camera, ha avviato un’indagine conoscitiva sul sistema assicurativo. Non è un problema di risorse: i soldi ci sono, confermano gli stakeholders alla commissione, ma il sistema si blocca nella fase di gestione delle pratiche e liquidazione. Ismea, sollecitata urgentemente dal ministro Martina, sta prevedendo una revisione della procedura.

Qual è la situazione tradotta in numeri? Nella Provincia di Vicenza, ad esempio, solo il 12% delle aziende agricole, prevalentemente cerealicole e viticole, si sono assicurate nel 2017. Una delle cause di questa sfiducia, in un sistema che, per di più, dovrebbe essere garantito dalla contribuzione statale, è il grave ritardo nelle erogazione degli indennizzi alle aziende agricole: ad aprile, nel vicentino, per i danni del 2015, sono state ristorate solo il 38% delle aziende assicurate, e per quelli del 2016 solo il 12%.

La situazione si ripete su tutto il territorio nazionale e per questo motivo la Commissione agricoltura, a partire dall’indagine conoscitiva, dovrà intervenire compatta e decisa per far sì che il 2018 sia un anno di svolta, capace di soddisfare gli agricoltori e ristabilire un nuovo rapporto di fiducia. Lo strumento dell’assicurazione agevolata è necessario, importante per l’agricoltura italiana in questa fase delicata di cambiamento climatico, e non può permettersi di essere vanificato da un sistema inadeguato.

Cristina Guarda – Consigliere Regione Veneto

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