Economia vicentina, ecco i dati del secondo trimestre

Vicenza – Presentati oggi dalla Camera di Commercio di Vicenza i risultati dell’analisi congiunturale del secondo trimestre 2017. Dopo la fase di forte crescita, nei mesi tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, sembra che l’economia vicentina faccia ora registrare un rallentamento. I dati più significativi riguardano le variazioni destagionalizzate della produzione e del fatturato rispetto al primo trimestre: i livelli produttivi sono aumentati dello 0,4% e i ricavi dell’1,7%.

Anche la variazione della serie degli ordini sul mercato interno risulta meno intensa rispetto ai due precedenti trimestri mentre riprendono vigore gli ordinativi provenienti dall’estero. Gli imprenditori mostrano cautela rispetto all’andamento produttivo nei prossimi mesi: la quota di imprenditori che prevedono un aumento della produzione, opportunamente destagionalizzata, risulta infatti in diminuzione di un punto percentuale rispetto alla precedente indagine.

Secondo l’ultimo Bollettino della Banca d’Italia, a livello internazionale, viceversa, l’espansione del ciclo economico appare in progressivo consolidamento: gli scambi commerciali, sostenuti dall’andamento degli investimenti nella maggior parte delle economie, sono in accelerazione dalla fine del 2016 e nei mercati finanziari la volatilità si colloca su valori molto bassi. Resta tuttavia elevata l’incertezza sulle politiche economiche a livello globale, che potrebbe avere ripercussioni negative sulle valutazioni degli investitori.

Negli Stati Uniti non sono ancora stati definiti i tempi e i dettagli delle misure di espansione fiscale annunciate all’inizio dell’anno ed eventuali iniziative di protezione commerciale potrebbero ripercuotersi sugli scambi internazionali. A ciò si aggiungono le nuove tensioni in Nord Corea e Venezuela nonché i temi irrisolti dei focolai di crisi economica e umanitaria in Africa e in Medio Oriente. A livello locale resta da misurare l’impatto su famiglie e imprese dell’acquisizione da parte del gruppo Intesa San Paolo delle ex Popolari Venete.

Pur restando su livelli ancora non fisiologici, nel 2° trimestre 2017 la discesa del numero di ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è stata rilevante: da 2 milioni di ore nel 1° trimestre a 1,5 milioni di ore nel 2° trimestre (-23,3%). Le ore complessive di CIG nei primi sei mesi del 2017 sono state 3,5 milioni, un valore nettamente inferiore ai 5,1 milioni dello stesso periodo del 2016 (-31,6%).

La forte riduzione delle ore autorizzate è dovuta alla componente ordinaria (CIGO) che è passata da 965 mila ore a 422 mila (-56,2%) mentre sia la componente straordinaria (CIGS) sia quella «in deroga» sono risultate in aumento: nel 2° trimestre sono aumentate rispettivamente da 860 mila a 883 mila (+2,7%) e da 189 mila a 238 mila ore (+26%). Va sottolineato che i dati relativi alla CIGS sono di difficile lettura sotto il profilo congiunturale poiché le ore autorizzate sono spesso riferibili a ore di sospensione effettuate in mesi diversi. Inoltre una quota sempre più rilevante di attivazioni di CIGS è riconducibile a contratti di solidarietà: su ciò ha influito la nuova disciplina dettata dal Jobs Act (concretizzata nel D.lgs. 148/2015) che ha previsto i contratti di solidarietà come causa specifica di CIGS e ne ha incentivato in vari modo il ricorso.

Nel 2° trimestre 2017 il saldo tra iscrizioni e cancellazioni al Registro delle Imprese è positivo: +382. Il saldo è positivo soprattutto nel commercio, nei servizi alle imprese e nell’agricoltura. Nei primi sei mesi del 2017 il saldo è di –282; nel periodo gennaio-giugno 2016 il saldo era pari a –146. Gli addetti alle unità locali ubicate in provincia sono passati da 306.551 del 1° trimestre a 310.873 del 2° trimestre (+1,4%) e più in particolare gli addetti alle unità locali che svolgono attività manifatturiere sono aumentati da 136.364 del 1° trimestre a 138.125 del 2° trimestre (+1,3%).

Le aperture delle procedure concorsuali nel 2° trimestre 2017 sono diminuite rispetto al 1° trimestre: 21 nel 2° trimestre, contro 30 nel 1° trimestre (-30%). Ampliando l’orizzonte temporale si osserva che nei primi sei mesi del 2017 l’apertura di procedure concorsuali ha riguardato un numero molto più limitato di imprese rispetto allo stesso periodo del 2016: 47 imprese nel periodo gennaio-giugno 2016 contro 108 nel periodo gennaio-giugno 2016 (-52,8%). Nell’ambito di queste procedure i fallimenti sono 19 nel 2° trimestre 2017, 28 nel 1° trimestre 2017: per questo indicatore si sta quindi lentamente ritornando su valori pre-crisi.

Pur scontando il limite di rappresentare una parte limitata degli strumenti di pagamento, l’ammontare del monte protesti è un indicatore della capacità delle imprese e delle famiglie di far fronte alle proprie obbligazioni; ebbene nel 2° trimestre 2017 si può constatare un ulteriore miglioramento soprattutto per quanto riguarda gli importi: l’ammontare protestato nel 2° trimestre è stato di 650 mila euro in netta diminuzione rispetto al dato del 1° trimestre (la variazione è –52,1%); anche il numero di effetti protestati è diminuito seppur in modo più contenuto (da 659 a 637, -3,3%). L’ammontare complessivamente protestato nei primi sei mesi del 2017 è stato di 2 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 5,2 milioni di euro nei primi sei mesi del 2016 (–61,7%).

Al 31 maggio 2017 lo stock di prestiti bancari alle imprese vicentine è stato di 15,6 miliardi in leggero aumento rispetto al dato di fine dicembre (+2,1%); lo stock dei prestiti di fine maggio sembra confermare la fase di stabilizzazione iniziata nella seconda metà del 2016: sono in ripresa soprattutto i prestiti alle imprese del settore manifatturiero mentre resta molto basso lo stock di prestiti alle imprese attive nel settore delle costruzioni. Nonostante il problema irrisolto dei crediti deteriorati e delle relative riserve da accantonare nei bilanci delle banche e la fase di transizione degli istituti veneti, sembra che la stretta creditizia si sia fermata, ma per poter parlare di “punto di svolta” servirà ancora tempo.

Dopo i forti aumenti dei trimestri precedenti, nella provincia di Vicenza le immatricolazioni di veicoli sono in leggera flessione: nel 2° trimestre le nuove immatricolazioni sono state 7.426 contro 8.143 immatricolazioni nel 1° trimestre (-8,8%). Complessivamente nel primo semestre 2017 le immatricolazioni sono state 14.126, contro 11.498 immatricolazioni nello stesso periodo del 2016 (+22,8%) a conferma che la ripresa degli acquisti di autoveicoli è in corso anche nella nostra provincia.

Nel 2° trimestre 2017 la variazione congiunturale della produzione industriale mostra una dinamica positiva ma in rallentamento rispetto al trimestre precedente e leggermente inferiore al dato veneto (+0,4% a Vicenza e +1,0% in Veneto). Come anticipato, gli ordinativi provenienti dall’estero mostrano una dinamica maggiormente positiva rispetto al trimestre precedente (+1,7%) e gli ordinativi sul mercato domestico confermano la fase di recupero seppur con un’intensità meno spiccata (+0,5% rispetto al trimestre precedente). Anche il fatturato industriale risulta essere in crescita rispetto al trimestre passato (+1,7%), ma anche questo indicatore, pur restando in territorio positivo, mostra un incremento meno elevato rispetto a quanto rilevato nella precedente indagine.

Il confronto con il 2° trimestre 2016 sottolinea indicatori molto favorevoli (+2,7% sia per la produzione sia per il fatturato): a segnare gli aumenti produttivi più rilevanti sono le imprese con più di 10 addetti (+2,8%) ma anche l’andamento della produzione delle micro-imprese (5-9 addetti) è positivo e complessivamente pari a +0,6%. A livello settoriale sono soprattutto le imprese dell’alimentare e della metal-meccanica a essersi contraddistinte per le performance migliori, ma va segnalato il forte recupero, guidato dal mercato estero, del legno-mobile dopo molti trimestri di difficoltà. Viceversa registrano dati negativi i settori del sistema moda e dell’orafo. Per quel che concerne le aspettative per i prossimi mesi, va segnalato che la quota di imprenditori che prevedono un aumento della produzione si riduce passando 24,9% di marzo al 23,9% di giugno. Il numero di giorni di produzione assicurati dagli ordinativi acquisiti è in linea con quello della precedente indagine passando da 46 a 44.

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