Concia, nuova strada nel trattamento fanghi

Montebello Vicentino – Quella che fino a non molto tempo fa sembrava una strada non percorribile si presenta oggi come una concreta realtà. La Regione Toscana ha infatti autorizzato l’impianto di trattamento fanghi del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno ad accogliere i fanghi del distretto conciario vicentino. Lo ha fatto il 26 giugno scorso, con una modifica della Autorizzazione integrata ambientale (Aia). È la prima volta che un impianto in Italia è autorizzato a trattare i fanghi del distretto conciario vicentino, e questo avviene dopo la sperimentazione che è stata fatta sui fanghi provenienti dall’impianto di Medio Chiampo.

Giuseppe Castaman
Giuseppe Castaman

“Un anno fa – spiega il presidente di Medio Chiampo, Giuseppe Castaman – abbiamo cominciato a considerare, come alternativa alle discariche, i diversi impianti di trattamento a caldo già presenti in Italia e la loro compatibilità con i nostri fanghi. Anche grazie a Bernardo Finco, presidente della Sezione concia di Confindustria Vicenza, siamo entrati in contatto con il distretto di Santa Croce, che è dotato di un impianto di trattamento a caldo per eliminare i fanghi conciari e dal quale si ricava materiale granulare inerte destinato al settore delle costruzioni. Abbiamo così cominciato un iter che dal superamento delle sperimentazioni sulla compatibilità dei nostri fanghi ha portato all’attuale autorizzazione”.

L’impianto di Santa Croce, funzionante dai primi anni 2000 e gestito dal 2014 dal Consorzio Aquarno, si collega attraverso un fangodotto agli impianti di depurazione del distretto di Santa Croce, ma era finora autorizzato a ricevere fanghi su gomma solo di provenienza toscana. Il presidente di Medio Chiampo, assieme al direttore Luigi Culpo, al responsabile tecnico, Stefano Paccanaro, e al presidente della consulta, Riccardo Boschetti, sono stati in visita all’impianto di Santa Croce. Si è trattato di un incontro interlocutorio che sarà ripreso dopo la pausa estiva.

“Ci sentiamo dei pionieri – ha sottolineato Castaman – per avere individuato una nuova opportunità sul fronte di una questione vitale per il nostro distretto conciario, quale è il trattamento dei fanghi. Il 27 luglio sono stati presentati i progetti per i vari interventi, inseriti nell’accordo di programma, ma l’articolo 6 dell’accordo ha prorogato fino alla fine dell’anno il termine per la presentazione del progetto di un impianto di trattamento. C’è dunque il tempo utile per inserire anche questa nuova opportunità nella discussione, che ci porta a ragionare in termini non localistici e ad utilizzare impianti già esistenti che, per funzionare a regime, hanno forte interesse al conferimento dei nostri fanghi. Siamo orgogliosi di aver guidato un percorso che apre scenari totalmente nuovi di collaborazione tra i distretti conciari d’Italia”.

“Crediamo nella strada della diversificazione – ha poi concluso Castaman -, oltre che in quella della riduzione dei fanghi. Grazie al miglioramento dei processi gestionali di impianto e aziende oggi la nostra produzione annua di fanghi si attesta intorno alle 8 mila tonnellate, rispetto alle 33 mila di metà anni 2000. Altra questione fondamentale è la qualità dei fanghi, per una progressiva semplificazione del processo di trattamento, e anche su questo stiamo procedendo grazie al progetto Idee in collaborazione con l’Università di Venezia”.

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