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Bonus giovani, Apindustria: “Misura inconsistente”

Vicenza – “Per assumere nuovi giovani non servono piccoli incentivi periodici ma riforme strutturali”. Commenta così Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza,  l’annuncio fatto dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che intende applicare sgravi contributivi nei prossimi due anni per chi assume lavoratori under 29. Secondo il rappresentante delle imprese manifatturiere vicentine insomma, la strada scelta dal governo per frenare la disoccupazione giovanile è quella sbagliata.

“L’idea di un bonus rappresenta un annuncio politico – spiega Lorenzin –, oltre che una misura debole, non determinante per giustificare l’investimento di nuove risorse in forza lavoro. Come dimostrano i dati positivi sull’occupazione nei primi mesi del 2017, se le nostre imprese hanno commesse da evadere e lavoro da assegnare assumono senza problemi. Non servono quindi incentivi modesti e di breve durata, ma interventi di ampio respiro per imprimere una forte accelerazione alla ripresa economica, facendo ripartire il mercato interno e rendendo strutturalmente più competitive le nostre imprese e quindi anche i nostri prodotti».

La ricetta per favorire nuove assunzioni secondo Apindustria Confimi Vicenza, è dunque quella che l’associazione di categoria propone ormai da anni al mondo politico e istituzionale, ed è fatta di interventi di primaria importanza che molto spesso non hanno trovato riscontro.

“Come ribadito più volte, servono interventi concreti – insiste Lorenzin – a partire da un grande piano industriale per rimettere al centro l’impresa e il settore manifatturiero, che si traducono, per fare alcuni esempi, in una semplificazione dei procedimenti burocratici, una riduzione sostanziale  e permanente del costo del lavoro, un minore costo dell’energia gravata da tassazioni assurde, una maggiore certezza e puntualità nella riscossione dei pagamenti. Per dare lavoro le imprese hanno bisogno di una rinnovata fiducia nei mercati e una maggiore competitività del Sistema-Paese; le aziende manifatturiere chiedono al Governo di sostituire degli incentivi inconsistenti e di facciata con politiche più coraggiose, sostanziali e lungimiranti”.

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