Veneto

Bassano, Operaestate nel mirino della Donazzan

Venezia – “All’interno della rassegna Operaestate Festival, da noi patrocinata, avrebbero trovato spazio due progetti, finanziati con risorse comunitarie, di discutibile rilevanza. Mi riferisco ai progetti Migrant bodies moving borders e Performing gender – dance makes differences. Ritiriamo il patrocinio a queste due iniziative poiché, su questi temi in particolare, la Regione Veneto ha un chiaro e opposto indirizzo culturale e politico”. Sono parole contenute in una lettera inviata dall’assessore regionale Elena Donazzan ad un’altro assessore della giunta Zaia, ovvero a Cristiano Corazzari. Il contenuto della lettera non sfugge: Elena Donazzan non vuole patrocinare chi promuove l’integrazione dei profughi né chi parla di omosessualità.

Elena Donazzan
Elena Donazzan

“Come si evince dai titoli di questi fantasiosi progetti culturali – sottolinea infatti Donazzan – il primo intenderebbe sviluppare una ricerca ed una sperimentazione incentrata sull’inclusione di rifugiati e migranti attraverso la danza, mentre l’altro torna sul tentativo strampalato di far passare messaggi sul delicato tema dell’orientamento sessuale. Entrambi i progetti troverebbero ospitalità all’interno della rassegna finanziata e patrocinata dalla Regione del Veneto che ha su questi temi in particolare un ben chiaro e opposto indirizzo culturale e politico.

“Ti chiedo di verificare – continua la lettera – come sia stato usato il patrocinio della Regione in relazione a questi spettacoli e se vi siano le condizioni per ritirarli e tutelare la credibilità e l’autorevolezza dell’istituzione Regione del Veneto. Chiederò che non sia più finanziata al buio la rassegna Operaestate Festival, e che non si dia più il patrocinio se non per singole e approvate manifestazioni o spettacoli. Questo è un abuso del patrocinio regionale e si dovranno verificare le responsabilità”.

“Con 200 mila euro – conclude la Donazzan -, da assessore al lavoro, avrei dato a 83 persone un tirocinio di inserimento lavorativo per sei mesi. A Bassano tutti i bassanesi hanno un lavoro? Quante persone con più di 50 anni con le loro famiglie al seguito sono in difficoltà? Questa amministrazione deve vergognarsi per come spende i soldi pubblici”.

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