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Vicenza, barriere in cemento. Commento di PrimaNoi

Vicenza – Dopo i recenti attentati che hanno colpito l’Europa, diverse città italiane, Genova, Milano, Firenze, Roma e Napoli, solo per citarne alcune, hanno provveduto ad installare dei dispositivi antiterrorismo, come ad esempio fioriere antisfondamento e barriere in cemento, per garantire la sicurezza dei pedoni nei luoghi più frequentati della città. E ieri le barriere Jersey hanno fatto la loro comparsa anche a Vicenza, in viale Roma, nella zona di Campo Marzo, a protezione dell’area in vista della festa dell’8 settembre.

E oggi, proprio in merito all’installazione, a Vicenza, dei dispositivi di sicurezza a tutela dei cittadini, è intervenuto, con una riflessione, il portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi, Alex Cioni. “Coloro che sostengono la politica dell’accoglienza degli immigrati – ha esordito – e che si oppongono ai muri e ai controlli serrati alle frontiere, che sarebbero propedeutici a regolare i flussi migratori secondo le normative nazionali, sono gli stessi che riempiono le nostre città di barriere New Jersey in cemento armato, contribuendo alla psicosi collettiva, e che promuovono regolamenti di polizia urbana al limite del ridicolo”.

“Nel frattempo – ha proseguito Cioni – siamo da anni sotto la supervisione del grande fratello, di sistemi di video sorveglianza, senza contare i controlli paranoici negli aeroporti, nelle stazioni e nei luoghi sensibili, ma non siamo in grado di tenere a bada i sedicenti profughi che bivaccano nei parchi e nei viali delle nostre città. Qualcosa non torna, o forse sì. Le regole, anche quelle più ridicole, sono applicabili solo per gli italiani, mentre il resto dell’universo mondo se ne frega, consapevole del fatto che in Italia non esiste un’autorità degna di tale nome”.

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