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Vita più facile per i furbetti del cartellino?

Vicenza – Presto potrebbe arrivare in Italia una norma che permette di autocertificare una lieve malattia, un malessere di qualche giorno, ed essere così in regola se ci si assenta dal lavoro anche senza un certificato medico. Sarebbe il lavoratore ad assumersene la responsabilità e, se ad un controllo saltasse fuori una verità diversa, dovrebbe pagarne le conseguenza. La differenza rispetto ad oggi è che non sarebbe, appunto, il medico a certificare il motivo per cui non si va a lavorare, ma lo stesso lavoratore, naturalmente con un limite, che è posto ai primi tre giorni.

Una semplificazione o un regalo clamoroso ai soliti furbetti del… cartellino? Considerando che siamo in Italia, e che i controlli vengono fatti con la frequenza che sappiamo, non pochi risponderebbero che è vera la seconda… La pensa così ad esempio Confindustria Vicenza, in particolare Laura Dalla Vecchia, vicepresidente con delega alle relazioni industriali, che commenta con parole di fuoco il disegno di legge 2059, primo firmatario Maurizio Romani, che prevede l’autocertificazione dell’assenza dal lavoro per i primi tre giorni di malattia.

“La presentazione di un disegno di legge di questo genere – dice – è un fatto gravissimo. Non voglio nemmeno immaginare che possa essere votata dai senatori della Repubblica. Si tratta di una proposta che incentiva i furbetti dell’assenteismo, una casta di intoccabili che sfruttano ogni minimo appiglio per evitare di presentarsi al lavoro, a scapito dell’azienda e dei colleghi seri che per fortuna rappresentano la grande maggioranza. Questo ddl fornisce loro un’arma potentissima, sapendo, poi, che possono contare sull’impunità visto che i controlli sono e saranno praticamente nulli, a meno che non si voglia, e di certo non si vorrà, assoldare squadre di controllori e spostare il problema delle certificazioni dagli studi medici a quelli dell’Inps”.

“Mi sorprende – continua Dalla Vecchia – che questa proposta abbia l’avallo dei medici. Si tratta di uno strumento che screditerebbe la loro professionalità visto che sposterebbe sul paziente una competenza e una responsabilità che, oggi, fanno capo ai medici del Servizio. Tutto questo, aggiungo, senza che la norma tuteli in alcun modo chi è malato. È evidente che certi nostri rappresentanti in Parlamento vogliono far passare come norme di efficienza e semplificazione provvedimenti che rischiano di affossare il nostro livello di competitività e produttività nei confronti dei competitor stranieri”.

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