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La base militare americana nell'area ex Dal Molin
La base militare americana, con davanti l'area ex Dal Molin

Vicenza, si espande la presenza militare Usa?

Vicenza – “La ferita della presenza militare straniera in città non può essere facilmente rimarginata se non con la dismissione dei due siti interessati. Trattati internazionali ormai obsoleti non rispondono più ai criteri di ricerca di pace e di fratellanza tra i popoli, e permangono in violazione dei dettati costituzionali e dei principi sanciti dallo statuto del Comune di Vicenza. La giunta Variati-Bulgarini è inerte di fronte alla sempre più pressante domanda di pace che proviene da molti ambiti della società civile, non solo vicentina. Società civile che il vicesindaco giudica poco numerosa ma rumorosa”.

Così, Daniele Ferrarin, consigliere comunale a Vicenza per il Movimento 5 Stelle, motivando la sua recente iniziativa di presentare una interrogazione in consiglio comunale nella quale si manifesta la preoccupazione che la presenza militare americana in città divenga sempre più “invadente”, almeno sul piano urbanistico, e difficilmente conciliabile con una città che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio dell’umanità.

Sembra infatti che si prevedano lavori a servizio, o all’interno, delle basi americane di Vicenza, e questo non fa dormire sonni tranquilli a quanti vorrebbero invece un cammino diverso per la città e per la società nel suo complesso, meno militarizzato e più rivolto alla ricerca della convivenza, del dialogo e della pace. Ferrarin non manca di sottolinearlo, anche ironizzando sull’aggettivo “rumorosa” che sarebbe stato usato da vicensindaco per definire la minoranza pacifista vicentina.

“Mai simile rumore – incalza infatti il consigliere pentastellato – è stato così gradito a chi è impegnato sul fronte  dei diritti civili, per la pace e per l’integrazione tra i popoli. Il Movimento Cinque Stelle di Vicenza, come fa anche per le servitù militari in Sardegna e Sicilia, ribadisce la sua contrarietà alla presenza dei siti militari stranieri a Vicenza e in Italia. La notizia che gli apparati militari americani stiano predisponendo una serie di interventi di carattere logistico che prevedono la costruzione di nuove strade e di nuovi immobili all’interno delle servitù, non può che destare preoccupazione e contrarietà”.

“La recente presenza – conclude Ferrarin – del presidente del consiglio comunale di Vicenza, Federico Formisano, alla cerimonia dello scambio di consegna tra gerarchie militari statunitensi, è la prova della scelta di campo dell’amministrazione comunale. Il tempo passa, cambiano le valutazioni sui singoli argomenti, ma non possono cambiare i valori fondanti della comunità vicentina”.

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