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Vicenza, il Torrione e il pregiudizio ideologico

Vicenza – Anche Filippo Busin, imprenditore e deputato della Lega Nord, si inserisce nel frizzante dibattito di questi giorni, che ha come focus il futuro del Torrione di Piazza Castello, a Vicenza. Il monumento è stato messo all’asta e se l’è aggiudicata la società di un privato, il dottor Coppola. La proposta che ha avanzato, anche se per ora non c’è nulla di scritto, è quella di creare una Fondazione che lasci la nuda proprietà al Comune e che tenga l’usufrutto del Torrione per farci un museo di arte contemporanea. Il comune, però, ha tempo fino al 26 luglio per esercitare il diritto di prelazione sulla Torre, acquistandola e facendola così rientrare nel patrimonio comunale.

Filippo Busin
Filippo Busin

“Ritengo – ha spiegato Busin – che la vicenda del Torrione di Piazza Castello sia fondata su un grave pregiudizio ideologico, ostile alla libera iniziativa privata. A quelli che si appellano a principi astratti sostenendo che un bene storico deve essere un bene comune chiedo: a cosa e a chi serve un bene non utilizzato? Quali sono le proposte dell’amministrazione Variati per la destinazione del Torrione? Nessuna. Si tratta, da parte di alcuni esponenti della maggioranza, di una presa di posizione ideologica. Si rivendica l’immobile senza sapere cosa farne, un contenitore senza contenuto, ovviamente a carico dei contribuenti, i cattivi affari si fanno sempre con i soldi degli altri. Se non fosse così il Comune avrebbe semplicemente partecipato all’asta”.

“Invece – ha proseguito – il privato che ha acquistato l’immobile ha le idee molto chiare. Il suo progetto arricchirebbe l’offerta culturale della città e lui avrebbe le risorse per realizzarlo. Il progetto è che il Torrione diventi una galleria d’arte in cui esporre la collezione privata Coppola, senza nulla chiedere alla pubblica amministrazione, anzi, regalando l’immobile al patrimonio comunale dopo un periodo di 30 anni di usufrutto nel corso del quale la Fondazione si occuperà di finanziare e gestire le attività, pagare i costi di gestione e tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

“In pratica da una parte c’è un privato che dice ‘organizzo e pago tutto io’ e ha le capacità per far sì che sia un successo; dall’altra ci sono esponenti dell’attuale amministrazione cittadina che dicono ‘no deve essere di tutti a prescindere’, senza però specificare che in questo modo 350 mila euro di soldi dei contribuenti saranno destinati all’acquisto di questo immobile che diventerà bene comune, ma probabilmente rimarrà chiuso perché non ci sono ne soldi ne idee per dargli una precisa destinazione”.

“Il tutto – ha concluso Busin – sembra inverosimile. A Vicenza è arrivato un mecenate e la città, invece di dirgli semplicemente ‘grazie, la città ti è riconoscente’, apre un’inutile, anzi dannosa e tardiva discussione sul nulla”.

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