giovedì , 21 Ottobre 2021
Nuove nomine nella Fondazione Teatro Comunale

Vicenza, da Intesa una mano al Teatro Comunale?

Vicenza – “Condivido la proposta di Sandro Pupillo sul contributo di Banca Intesa alla Fondazione Teatro di Vicenza”. Sono parole del capogruppo del Pd in consiglio regionale Stefano Fracasso, pronunciate a commento della proposta lanciata dal capogruppo della Lista Variati nel consiglio comunale di Vicenza, Sandro Pupillo. Un contributo in denaro, dunque, da parte di Intesa Sanpaolo, che ha “comprato” per 0,50 centesimi di euro la Banca Popolare di Vicenza, anzi ne ha comprato le parti buone, mentre quelle in passivo sono finite in una bad bank il cui destino grava sulle spalle dello Stato, quindi di tutti noi, ed è del tutto incerto.

Insomma, una sorta di risarcimento alla città, quantomeno alla fondazione del suo teatro comunale, che opera in modo importante e meritorio per la cultura, e con grande sforzo proprio a cuasa della  sistemica carenza di fondi, specialmente dopo che sono venuti a mancare proprio i contributi della BpVi. C’era anche un’altra proposta venuta dal mondo politico vicentino, per compensare… il “clamoroso regalo”, ed era stata fatta da un altro consigliere comunale, espressione stavolta del centro destra, ovvero Claudio Cicero, che aveva lanciato l’idea, nei giorni scorsi, secondo la quale Intesa avrebbe potuto donare alla città la grande sede della Popolare, acquisita anch’essa grazie all’esborso di cui sopra. Fracasso tuttavia non è convinto da quest’ultima ipotesi…

“Donare la sede della Banca Popolare di Vicenza – spiega il capogruppo Pd – sarebbe infatti solo un onere, a fronte di molti altri spazi vuoti da riempire in città. Vuoti che per le amministrazioni comunali stanno diventando sempre più un costo difficile da gestire e da sostenere. ​Mi auguro che la sede di via Framarin continui a ospitare gli uffici della banca”.​

“L’impegno di Intesa a sostegno della Fondazione – continua Fracassso – sarebbe invece un segnale concreto di grande importanza, che porterebbe un beneficio immediato dando ossigeno alla Fondazione e consentendo una migliore programmazione delle attività culturali”.

“Se la Banca optasse per questa scelta – conclude il consigliere regionale -, darebbe subito l’idea di stare dentro la città e di condividerne il profilo culturale. Banca Intesa ha già dichiarato un impegno rilevante e fondamentale per il futuro del tessuto economico-produttivo vicentino e veneto, garantendo il sostegno alle imprese, dagli artigiani ai commercianti, dalle Pmi alle imprese più strutturate, con la salvaguardia dei crediti in bonis e i cinque miliardi di affidamenti. Un impegno anche sul campo culturale, attraverso il sostegno alla Fondazione, sarebbe un degno sigillo di un legame positivo con la città di Vicenza e con tutto il restante territorio”.

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