Lavoratori Miteni, firmato l'accordo per la Cigs

Trissino, lavoratori della Miteni in stato di agitazione

Trissino – C’è aria di tempesta alla Miteni di Trissino, l’azienda considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto. I lavoratori dello stabilimento trissinese infatti hanno dichiarato lo stato di agitazione sindacale.  “Questa decisione – scrivo in una nota le rappresentanze sindacali unitarie – si è resa necessaria quale prima concreta risposta alla disdetta, da parte della Miteni, di tutti gli accordi aziendali in essere. Accordi aziendali assunti negli anni attraverso condivise relazioni industriali, che riguardano importanti ed evolute predisposizioni in tema di salvaguardia della salute, sicurezza e ambiente di lavoro, oltre che altre puntuali previdenze di carattere sociale, sindacale e salariale”.

“Respingiamo fermamente – continuano le Rsu della Miteni – questo modus operandi dell’attuale direzione su questioni così complesse e delicate, del tutto in contraddizione con gli indirizzi di condivisione, collaborazione, coesione dalla stessa più volte enunciati. Nel momento in cui l’azienda sta vivendo il periodo sicuramente più difficile della sua storia, pare incomprensibile una tale decisione, con tutte le implicazioni che essa determina anche in relazione al quadro di queste difficoltà. In passato, con le precedenti gestioni, si erano registrate altre tensioni riguardanti questo tipo di relazioni, ma mai si era giunti da parte aziendale ad azioni di questo tipo”.

I sindacalisti ricordano che in occasione di altre gravi situazioni aziendali, ad esempio quando la Miteni fu ceeduta da Mitsubishi ad Icig, nel 2009, si era comunque seguita la via del dialogo e le soluzioni si trovarono, preservando gli accordi aziendali, che riguardano temi importanti tra i quali le condizioni di lavoro in un ambiente a rischio di incidente rilevante, ritenendoli un valore aggiunto e un patrimonio aziendale. “Per noi – sottolineano i sindacati – tutto questo è e rimane di essenziale importanza, un bene dell’azienda assolutamente da difendere”.

“Con l’occasione – si legge ancora nella nota dei lavoratori Miteni – ricordiamo poi, in riferimento a questa nostra difficile situazione aziendale, che siamo fiduciosi e che confidiamo negli impegni assunti dalla Regione Veneto durante gli incontri a Venezia, del 28 marzo e 26 aprile 2017, con gli assessori Bottacin, Coletto, Donazzan e con il presidente del consiglio regionale Ciambetti. Ambito dal quale è scaturita l’istituzione del Tavolo di Crisi Miteni. Registriamo favorevolmente che la Regione abbia riconosciuto le nostre istanze in tema di monitoraggio sanitario dei dipendenti, ex dipendenti Miteni e terzi, proprio in ragione delle altissime concentrazioni di Pfas presenti nel siero di questi lavoratori”.

“Ancor più, in tema di chiarimenti applicativi dei provvedimenti in materia ambientale riguardanti l’azienda, con particolar riferimento alle Dgr n. 160 del 14.02.2017 e n. 36o del 22.03.2017. Infine riconosciamo l’impegno assunto nella ricognizione in tema di investimenti relativi ad un piano industriale della Miteni. Investimenti rispetto ai quali la Regione si proponeva di richiedere un coinvolgimento diretto alla casa madre Icig che controlla Miteni al fine di avere un suo concreto intervento per fronteggiare l’emergenza Pfas determinatasi nella popolazione e nei territori coinvolti”.

Le rappresentanze sindacali unitarie concludono annunciando di aver già richiesto, alle organizzazioni sindacali di appartenenza, di “sollecitare un urgente e prioritario incontro con la Regione Veneto al fine di riconvocare il citato Tavolo di Crisi Miteni e verificare insieme lo stato ed il seguito concreto delle azioni che dovevano essere intraprese”.

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