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Torrione, proprietà pubblica e gestione privata no profit

Vicenza – “Abbiamo una bella notizia per la città. Con l’accordo approvato oggi dalla giunta, che dovrà poi essere discusso dal Consiglio comunale, il Torrione medievale di Porta Castello diventerà proprietà del Comune di Vicenza”. E’ l’annuncio fatto oggi dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, che dovrebbe chiudere la partita sul futuro della torre scaligera di Porta Castello, nel centro storico della città. In breve, l’accordo prevede una acquisizione attraverso la forma del paternariato pubblico-privato: la proprietà del manufatto, acquistato da una società privata, sarà del Comune, e a gestirlo, per i prossimi trent’anni, ci penserà una Fondazione senza scopo di lucro, che si costituirà e lo farà vivere con mostre di arte contemporanea, moderna e visiva.

“In questi anni – ha proseguito Variati – abbiamo investito in cultura consapevoli di quanto essa sia capace di mettere in moto anche l’economia oltre che l’amore per la bellezza e per l’arte, ma garantire le risorse per far vivere il patrimonio in nostro possesso è sempre più difficile. Con l’accordo che presentiamo oggi, abbiamo trovato il modo non solo di acquisire il Torrione ma anche di farlo vivere. E di questo dobbiamo essere grati al mecenate Antonio Coppola, appassionato collezionista, che firma un contratto con noi non nell’ottica privatistica, ma nell’ottica pubblica, impegnando le sue risorse”.

“E’ una grande opportunità e un eccezionale risultato – ha commentato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci – perché oltre a portare a casa il Torrione otteniamo anche un museo di arte contemporanea che il Comune non avrebbe le risorse né per realizzare né per gestire. Sono certo che un museo di arte contemporanea in un edificio medievale dallo straordinario fascino potrà far parlare di sé a livello nazionale e internazionale. Già dall’autunno sarà possibile visitare il torrione, anche se il museo non sarà ancora allestito”.

“L’operazione, che mi auguro andrà a buon fine, apre la via ad una modalità di accordi con il privato che rappresenta il futuro per la nostra città e che potrà essere la via per fare crescere le opportunità culturali a disposizione di tutti, come avviene già in Italia ma soprattutto all’estero. Del resto è il Governo stesso che sta indicando l’apertura verso il privato come vera opportunità per valorizzare il nostro patrimonio e credo che l’accordo che proponiamo potrà essere preso come esempio”.

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