Siccità, la Regione: “L’acqua non sia un business”

Venezia – “La gestione dell’acqua deve privilegiare gli usi prioritari, quello potabile e quello irriguo, e non il profitto di società che usano la risorsa idrica per scopi diversi e rispondono unicamente agli interessi dei loro azionisti. Non è più tollerabile che la gestione della risorsa idrica sia lasciata in mano ad aziende che tendono ad ottimizzare i ricavi anziché preoccuparsi del corretto uso di una risorsa limitata, indispensabile per la vita umana e la società civile.”

E’ la posizione assunta dalla Regione Veneto, nel corso di un incontro, oggi, con il ministro dell’ambiente Galletti, avvenuto nella conferenza Stato Regioni. Con un proprio documento la Regione Veneto, rappresentata dall’assessore all’agricoltura e alle bonifiche, Giuseppe Pan, e dall’assessore ai fondi comunitari, Federico Caner, ha invitato il ministro ad intervenire per fronteggiare, sia a breve che a media e lunga scadenza, le conseguenze delle scarse precipitazioni dello scorso inverno e delle torride temperature di questa estate.

“Tra lo scorso ottobre ed il mese di giugno 2017 – ha premesso Pan – le piogge in Veneto sono diminuite del 25% rispetto alla media stagionale, con punte del 33% nel bacino dell’Adige e del Po, e con effetti particolarmente drammatici, anche alle foci del Brenta, per la risalita del cuneo salino. Nella sezione di Boara, ed esempio, il fiume Adige ha attualmente una portata di 25-30 metri al secondo, contro gli 80 previsti per il corretto di funzionamento della barriera anti intrusione salina posta in prossimità della foce”.

“L’amministrazione regionale – ha riassunto l’assessore – ha già predisposto interventi d’emergenza per oltre sette milioni di euro ed è pronta ad emanare la quarta declaratoria di crisi idrica, protraendo così al 10 agosto lo stato emergenziale per limitare i prelievi irrigui del 50 per cento nel bacino dell’Adige e del 20% negli altri bacini, ma la penuria d’acqua è aggravata dal fatto che a primavera i bacini idroelettrici che afferiscono all’asta dell’Adige erano quasi completamente vuoti, perché si è privilegiata la produzione idroelettrica rispetto ad una corretta gestione degli invasi”.

“E’ sempre più urgente – ha concluso l’assessore – varare un piano nazionale di soccorso idrico, in particolare per le pianure del Nord, e realizzare importanti infrastrutture che consentano di diversificare gli approvvigionamenti idropotabili, accumulare l’acqua nei periodi piovosi, in particolare nelle zone montane, e ottimizzarne l’uso nei periodi più secchi. Il Veneto ha pronti nel cassetto 80 progetti finanziabili per avviare cantieri di interventi idraulico e di bonifica. Ma serve un patto di collaborazione tra Regioni, amministrazione statale e Unione europea che privilegi l’uso idropotabile e irriguo dell’acqua, investa sulle strategie di contrasto ai cambiamenti climatici in atto e metta un freno alla produzione idroelettrica”.

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