Schio (divisa) ha ricordato l’Eccidio del luglio ’45

Dal Comitato 7 luglio, riceviamo e pubblichiamo quanto segue, a proposito della giornata difficile vissuta ieri dalla città di Schio, che ricordava l’Eccidio della notte fra il 6 ed 7 luglio ’45, quando un gruppo di ex partigiani uccise 54 persone recluse in quelle che erano allora le carceri scledensi. Molte delle vittime erano fascisti, ma non tutti… Un brutto episodio dunque, una deprecabile ed inutile vendetta, che dovrebbe ricordare a tutti noi un altro modo di intendere la pace e la convivenza civile.

Il ricordo dell’eccidio, e la celebrazione che è stata fatta in città, suggriscono però anche una riflessione. Da tempo infatti parliamo dell’importanza della memoria, di non dimenticare per non ripetere gli errori del passato. Tuttavia viene il dubbio che a volte ricordare non serva, specialmente se, come temiamo, non c’è dietro quella maturità necessaria per ricordare nel giusto modo. Quante strumentalizzazioni infatti si fanno giustificandole con la memoria?

E quanti usano i fatti storici per raccontare una loro verità o per cercare un facile consenso? Quanti poi raccontano solo una parte, magari dimenticando, come in questo caso, cosa sia stato il fascismo e la sua infame complicità nelle tante stragi naziste. Insomma, se mancano maturità, lucidità ed onestà intellettuale, quello che si ottiene è troppo spesso un aumento dell’acredine e della divisione. Come per il ricordo dell’Eccidio di Schio. Quanto detto sopra comunque vale per entrambe le parti…

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72° Anniversario “Eccidio di Schio”

Ieri sera dopo la partecipazione alla messa a cui tutti noi abbiamo partecipato, la nostra comunità, riunita nel “Comitato 7 luglio”, ha proceduto come da tradizione alla deposizione dei fiori alle ex carceri dopo un breve corteo. La vicinanza dei soliti contestatori di professione non hanno disturbato minimamente il cerimoniale. Va detto, che Anpi e Avli, le medesime organizzazioni che hanno sottoscritto il documento di concordia civica nel 2005, sono stati i promotori di questa iniziativa finalizzata a disturbare con delle puerili provocazioni lo svolgimento del doveroso momento di ricordo per le vittime dell’infame strage partigiana.

Che credibilità può avere un documento che è alla base del percorso di questi anni verso la pacificazione degli animi, quando i medesimi attori del patto scendono in piazza per insultare chi si è riunito pacificamente per partecipare alla messa e alla deposizione di un mazzo di fiori? Pure il sindaco ha ricevuto la sua dose di offese. Speriamo gli serva da monito per il futuro, affinché eviti di assecondare l’odio intrinseco che guida questi soggetti.

Al capogruppo del Pd in consiglio comunale voglio dire solo questo: lei è una macchietta. Come si fa ad accusare il sindaco Valter Orsi quando le cause della significativa presenza di forze di polizia era dovuto ai suoi amici dell’Anpi e soci vari? Dite di sostenere e di credere pervicacemente da 12 anni al patto di pacificazione, eppure appena messi alla prova emergono tutte queste contraddizioni che vi impediscono di digerire la presenza in chiesa (noi partecipiamo alla funzione dei famigliari dai primi anni’90, non dal 2005), e la successiva deposizione dei fiori effettuata sobriamente senza eccessi di alcun tipo.

Perché vi infastidisce tanto il mazzo di fiori? Ieri sera, alla fin fine, eravamo tutti assieme ad ascoltare le parole di perdono e di pace di sua eccellenza il vescovo Beniamino Pizziol, ma evidentemente all’interno delle mura del duomo si sono materializzati solo i vostri corpi, mentre il vostro animo, se ne avete uno, stava fuori in piazza con gli urlanti di professione. Un ringraziamento di cuore ai partecipanti e ai famigliari che hanno voluto esserci comprendendo lo spirito dell’appuntamento. Sursum corda!

Comitato 7 luglio

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