domenica , 17 Ottobre 2021
Viktor Orban, a sinistra, con il presidente russo Vladimir Putin - Foto: Kremlin.ru (CC BY 4.0)
Viktor Orban, a sinistra, con il presidente russo Vladimir Putin - Foto: Kremlin.ru (CC BY 4.0)

Recoaro, gruppo anti-migranti scrive a Orban

Recoaro Terme – Curiosa iniziativa da parte del Gruppo cittadini spontanei e attivi di Recoaro Terme, che comunque non meraviglia più di tanto se consideriamo il particolare periodo storico che stiamo vivendo. Ebbene, il gruppo ha scritto una lettera al primo ministro ungherese Viktor Orban che, nei giorni scorsi, è stato al centro delle cronache per aver, sotto molti aspetti, bacchettato il nostro paese, reo a suo dire di essere troppo lassista in tema di accoglienza dei migranti. L’Italia dovrebbe chiudere i porti e respingere i profughi, ha detto in buona sostanza Orban, comunque abbastanza il linea con quanto sostengono anche altri governi della vecchia Europa, ad esempio quello austriaco.

Del resto, a parte la bacchettata al Bel Baese, il premier ungherese si distingue da anni sulla scena europea per  le sue posizioni intransigenti sull’immigrazione, oltre che per un malcelato nazionalismo. Evidentemente le sue idee sono condivise dai membri del comitato recoarese, e di qui è nata l’iniziativa di uno dei membri, Serena Francesca Storti, che ha preso carta e penna ed ha scritto al presidente…

“Le scrivo – si legge nella lettera – da parte di un gruppo di cittadini italiani, il Gruppo Cittadini Spontanei e Attivi di Recoaro Terme (Vicenza), da tempo impegnati nella ricerca e nella diffusione di informazioni sul tema dell’immigrazione di massa, tema che, come Lei ha compreso, sta preoccupando sempre più la maggior parte di noi italiani. La vogliamo ringraziare per il Suo intervento e per il Suo invito al nostro Primo Ministro ad agire chiudendo i porti del nostro paese ed affrontando il problema delle partenze in territorio libico. L’atteggiamento dei nostri politici, incapaci di affrontare questo flusso epocale o non intenzionati a fermarlo, sta generando in tutti noi sentimenti di sfiducia, paura ma anche rabbia. Proprio perché siamo consapevoli del rischio che non solo l’Italia, ma tutta Europa sta correndo, La ringraziamo per la Sua decisa presa di posizione e La invitiamo a proseguire nella sua azione“.

Questa la lettera, e sia il lettore a giudicare. Tuttavia, se non fosse ancora stata spedita, suggeriamo di correggere quanto si dice a proposito della preoccupazione della maggior parte di noi italiani. Non crediamo infatti che sia così, e meraviglia che la signora arrivi a parlare a nome di un intero popolo. La maggior parte degli italiani, premettendo che la sicurezza è messa a rischio da crimini che sono commessi sia da immigrati che da italiani, si preoccupa per questioni quali il lavoro che manca, e perché, quel poco che c’è di qualità, va solo ai raccomandati.

Si preoccupa per i molti servizi che nel nostro paese sono carenti, a cominciare dalla scuola o dagli asili nido, per quello che mangia e che beve, sempre più aggredito da veleni che inquinano l’acqua e la terra, per un futuro che è buio perché nessuno sembra preoccuparsi di governare dando risposte ai cittadini. E che, magari, proprio per non dover spiegare questa mancanza di risposte, grida “al lupo al lupo”, indicando nei migranti il bersaglio a cui dare la colpa di tutto. Ma alla fine, quegli italiani che si preoccupano per il problema dell’immigrazione non sono certo… la maggior parte.

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