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Pioggia e grandine, gravi danni all’agricoltura

Schio – ​“Solo poche ore fa avevamo parlato di siccità, con pesanti effetti sulle colture di tutto il Vicentino e Veneto in generale. Oggi, di prima mattina, abbiamo subito le conseguenze del rovescio della medaglia. I cambiamenti climatici in atto, infatti, si sono fatti sentire con la grandine che ha colpito in modo devastante l’Alto Vicentino, con pesanti danni sulle colture in campo”.

Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, ed il direttore, Roberto Palù, commentano la seria grandinata che ha colpito, di prima mattina, l’Alto Vicentino nelle zone tra Poleo e Torrebelvicino. Ad avere la peggio sono state aziende della zona coltivate ad orticole e frutteto, già provate dai bassi prezzi pagati per i loro prodotti ed ulteriormente castigate dai cambiamenti climatici che non perdonano.

“In giornata – sottolineano Cerantola e Palù – sono attese, stando alle previsioni diffuse dall’Arpav ulteriori violente precipitazioni e grandine in tutta l’area pedemontana ed in pianura. Di pioggia’è sicuramente un gran bisogno, ma non di precipitazioni di questo carattere, i cui danni sono certamente superiori ai benefici per l’agricoltura. Ma non è tutto. Nel territorio colpito questa mattina infatti, sono numerosi anche i parabrezza delle auto distrutti e le coperture danneggiate, sia di abitazioni che di strutture produttive”.

Dal canto suo Coldiretti continua a diffondere messaggi contro la cementificazione inutile, a partire dalla realizzazione di infrastrutture che altro non sono che il duplicato di arterie stradali esistenti e riqualificabili. “Occorre lavorare per una nuova urbanistica, attenta e sensibile nei confronti dell’ambiente – concludono Cerantola e Palù – perché ciò chè è stato fatto fino ad oggi va decisamente a contrastare con il mantenimento di un territorio nello stato in cui ci è consegnato. Noi agricoltori vogliamo essere custodi della terra, secondo i valori che Coldiretti da sempre promuove e con la sensibilità che il mondo agricolo sa esprimere”.

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