lunedì , 21 Giugno 2021
Il torrente Poscola, a Trissino
Il torrente Poscola, a Trissino

Pfas, Zaia a Gentiloni: “A quando i fondi statali?”

Venezia – Oggi il presidente della Regione, Luca Zaia, ha scritto al presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e al ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, per sollecitare l’erogazione dei più volte annunciati finanziamenti statali per la realizzazione di interventi sulle reti acquedottistiche, che serviranno per l’approvvigionamento idrico dei territori del Veneto esposti all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche, Pfas.

“A partire dal maggio 2013 – ha scritto Zaia nella missiva – la Regione si è trovata ad affrontare uno dei più vasti fenomeni di inquinamento delle acque superficiali e delle falde acquifere degli ultimi anni, dovuto alla contaminazione da pfas in una vasta area tra le province di Vicenza, Padova e Verona. La complessità della gestione dell’emergenza ha coinvolto in primo luogo la tutela sanitaria della popolazione: basti pensare al progetto di biomonitoraggio della popolazione colpita dall’inquinamento, che coinvolge decine di migliaia di persone, organizzato e messo in atto dalla sanità regionale con la supervisione dell’Istituto superiore di sanità e dell’Oms, che testimonia le dimensioni del forte impegno ad ogni livello della Regione Veneto”.

“Molto – ha proseguito – è stato fatto soprattutto sotto il profilo della tutela ambientale, a partire dalle analisi da parte di Arpav, con l’identificazione della fonte principale di contaminazione, la messa in sicurezza gli acquedotti con adeguati sistemi di filtraggio, consentendo, già a poche settimane dalla conoscenza del fenomeno evidenziata dai ministeri competenti, la distribuzione di acqua potabile nel rispetto dei livelli di performance stabiliti, anche se in una fase successiva, dall’Istituto superiore di sanità.

La Regione si è poi costituita come parte offesa presso la procura della Repubblica di Vicenza nei confronti dei responsabili della contaminazione per tutte le fattispecie di reato più volte segnalate dall’Arpav, compreso il disastro ambientale, a tutela dei cittadini colpiti ed al fine di richiedere ed ottenere il ristoro dei danni arrecati all’ambiente.

“La Regione inoltre – ha sottolineato Zaia – pur non essendo il soggetto prioritariamente competente in materia di servizio idrico integrato, si è comunque subito attivata anche nella realizzazione di nuovi acquedotti per portare acqua di buona qualità nelle zone colpite, prelevandola da aree regionali incontaminate e sicure. L’ammontare degli investimenti supera i 200 milioni di euro, valore non disponibile nel bilancio regionale. La società regionale Veneto Acque spa è stata incaricata di coordinare le attività di progettazione e realizzazione delle necessarie tratte acquedottistiche e dei relativi impianti e serbatoi: più di 100 chilometri di nuove reti, che permetteranno di alimentare con nuove fonti di approvvigionamento le aree attualmente esposte alla contaminazione e costrette ad un oneroso, pur se efficace, filtraggio”.

“Stante l’impegno fin qui profuso senza sosta dalla Regione – ha quindi concluso Zaia – ricordando che gli interventi finora messi in atto per rendere sicuri gli acquedotti sono stati finanziati direttamente dai cittadini con la tariffa del servizio idrico integrato, e sostenuti in via straordinaria solo da finanziamenti regionali, si richiede alle autorità statali di definire con chiarezza i tempi certi entro cui saranno erogati i fondi più volte annunciati, pari ad 80 milioni di euro, necessari per garantire il completamento funzionale degli interventi infrastrutturali. L’attuale situazione di incertezza si riverbera in maniera negativa sull’efficacia dell’azione di progettazione, poiché la legge prevede che le attività di progettazione e di realizzazione delle opere pubbliche non possano procedere senza la corrispondente copertura finanziaria”.

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