Veneto

Maltempo, in Veneto si contano i danni

Venezia – Il Veneto si lecca le ferite dopo il maltempo di ieri, caratterizzato da forti temporali, grandine e venti impetuosi che hanno sradicato anche grossi alberi. Particolarmente seria la situazione per l’agricoltura, soprattutto a causa della grandine ma più in generale per questa sorta di doccia scozzese, causata dal cambiamento climatico, con la quale deve fare i conti, subendo contemporaneamente sia la siccità che pioggia e grandine devastanti. Se a livello planetario non si fa qualcosa al più presto tra pochi anni la terra sarà un vero inferno.

Comunque, in attesa che i potenti del mondo decidano che la vita di otto miliardi di persone è più importante dei bilanci delle multinazionali, limitiamoci a dar conto delle conseguenze di tutto questo dalle nostre parti, per quanto riguarda gli ultimi giorni…

Il Vicentino è stata in veneto la zona più colpita dal maltempo di ieri, ed in particolare lo è stata l’area pedemontana di Schio e Torrebelvicino. Nel primo pomeriggio le avverse condizioni meteo hanno interessato comunque anche il resto della provincia. I vigili del fuoco sono stati chiamati ad un gran lavoro, soprattutto per allagamenti. Diversi prosciugamenti sono stati fatti a Nove per le forti precipitazioni del primo pomeriggio, una stalla è stata scoperchiata dal vento a Villaga, altri interventi sono stati necessari par pali e piante sradicati dal vento, e quindi pericolosi, ad Asiago, Roana, Nove, Marostica, Pove del Grappa, Caldogno, Romano d’Ezzelino.

Per quanto riguarda il resto della regione, a Treviso i pompieri hanno effettuati una quarantina di interventi per la messa in sicurezza di piante pali e cornicioni pericolanti, soprattutto nella zona di Montebelluna, Crocetta del Montello, Castelfranco e Treviso. A Maserada una pianta è caduta sopra un’abitazione, a Quinto di Treviso in via Brilli un capannone è stato scoperchiato dalle forti raffiche di vento. Anche a Padova gli interventi hanno riguardato soprattutto piante cadute, che spesso hanno invaso la sede stradale, come avvenuto a Piombino d’Ese, Cittadella, Galliera Veneta, Galzignano, Brugine, Saonara, Limena, Maserà. A Camposampiero è stato fatto uno degli interventi più complessi, dove piante di alto fusto si sono sradicate finendo sui cavi elettrici e a ridosso di alcune abitazioni.

A Venezia una settantina di richieste di intervento hanno riguardato diverse zone della città metropolitana.  A San Giuliano a Venezia una barca si è rovesciata per il forte vento: nessuna persona è rimata ferita. Un po’ meglio nel veronese, dove sono stati effettuati solo undici interventi per piante e pali pericolanti, sia a Verona città che a Caprino, Garda, Legnago e Brentino.  Nel primo pomeriggio la squadra dei vigili del fuoco di Bardolino è intervenuta per un soccorso ad un’imbarcazione, a Campione, nella parte bresciana del lago, e poi alle grotte di Catullo, sempre per altri natanti in difficoltà.

I vigili del fuoco di Rovigo sono intervenuti per un platano caduto nel pomeriggio lungo la strada regionale 433, che bloccato momentaneamente il traffico veicolare. Un intervento per una pianta caduta su un’abitazione anche a Rosolina Mare senza conseguenze per le persone. Il personale del distaccamento di Cavarzere è intervenuto lungo la ferrovia Rovigo Adria per liberare i binari da una pianta poco distanti della frazione di Baricetta di Adria. Infine a Belluno, i vigili del fuoco sono intervenuti nel pomeriggio per dei sassi  caduti lungo la statale 52, a Santo Stefano di Cadore.  Del pietrisco è invece caduto lungo la 203 Agordina. Un allagamento anche a Cortina e un altro a Belluno.

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