La trame di Renata Bonfanti in una mostra a Marostica

Marostica – La trame di Renata Bonfanti a Marostica. È la nuova mostra che ha aperto i battenti, nei giorni scorsi, e che sarà visitabile fino al 30 luglio al Castello Inferiore di Marostica, promossa dall’assessorato comunale alla cultura  in collaborazione con l’associazione Mondo Rurale. Propone le opere dell’artista e designer italiana, nata a Bassano del Grappa nel 1929 e fondatrice di un’azienda leader nel settore, un laboratorio aperto al pubblico dove si può ancora vedere tessere a mano arazzi e tappetti, con disegni attuali e tecniche di lavorazione antiche.

Icona del design contemporaneo e rappresentante della creatività del nostro territorio, Renata Bonfanti, grazie alla collaborazione del nipote e stretto collaboratore Alessandro, espone nelle sale del Castello una preziosa collezione di arazzi tessuti a mano, in lana, lino e alcuni in cotone, tappeti e drappi di pregevole fattura, oltre ad una serie di disegni e bozzetti di diverse epoche della sua carriera. Da sempre ai vertici della tessitura artistica internazionale, i suoi lavori sono oggi esposti in numerosi musei in varie parti del mondo, quali il Moma di Filadelfia, al Museo statale di arti applicate di Monaco di Baviera, il Museo del design della Triennale di Milano. Nel 1962 ha vinto il Compasso d’oro, premio internazionale per il disegno industriale. “Con questa mostra – ha ricordato l’assessore alla cultura del Comune di Marostica, Serena Vivian -, oltre a celebrare una icona del nostro territorio, si inizia un dialogo con la tradizione e la riscoperta di tecniche antiche, come la tessitura della lana, che hanno caratterizzato la produzione industriale locale e che hanno portato il nome di Marostica nel mondo”.

La mostra “Trame a Marostica” nasce infatti dalla collaborazione con l’associazione Mondo Rurale, impegnata nella conservazione e promozione della antiche lavorazioni della paglia, della seta e della lana, ovvero i tre pilastri dell’antica economia di Marostica. Come spiega la presidente dell’associazione, Francesca Rodeghiero, fin dal Medioevo, Marostica, in quanto città murata, ebbe il privilegio di tessere i panni alti, cioè le stoffe più fini e pregiate. L’Altopiano, terra di pastori, era in grado di rifornire tutta la zona pedemontana con le lane ottenute dalle pecore di razza Foza, che anche Renata Bonfanti probabilmente ha utilizzato fino a quando ebbe modo di reperirle. Si tratta di una materia prima che fece la fortuna di alcune grandi industrie tessili, destinata a scomparire con l’estinzione degli ovini che la producevano.

La mostra di Renata Bonfanti è anche il preludio ad una futura mostra sulla tessitura della lana che vedrà protagonista la città. La mostra è visitabile nei giorni  di martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, e nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20. L’ingresso è libero.

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