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Ulss 8 Berica, infermieri sul piede di guerra

Vicenza – Non sembra destinato a giungere ad una soluzione in tempi brevi il braccio di ferro che va avanti ormai da tempo tra la sanità pubblica vicentina ed il sindacato degli infermieri Nursind, che ad esempio fa notare come sia ancora aperta la questione degli straordinari non pagati, dal 2001, ai dipendenti del comparto dell’ex Ulss 6 Vicenza. “Gli infermieri – spiega il Nursind in una nota – sono sempre più penalizzati, il direttore generale dell’attuale Ulss 8 Berica minaccia di interrompere i rapporti con i sindacati, proprio per la contrapposizione con il Nursind, che in una logica di confronto dialettico e tecnico, invece, è alla ricerca di una soluzione equilibrata che riconosca il lavoro di chi ogni giorno è in corsia”.

“Il direttore della Ulss di Vicenza,  Giovanni Pavesi, – sottolinea il segretario provinciale del sindacato, Andrea Gregori – ancora una volta prende posizione sulle vertenze sindacali senza essere informato. Confonde i piani ed i ruoli dei soggetti deputati alla contrattazione. Due sono le opzioni: o è in malafede oppure ignora la materia sindacale. La strada della contrattazione con l’azienda, infatti, è stata scelta, e ripeto scelta, dalla Rsu, regolarmente riunitasi a giugno, con voto unanime di tutti i gruppi che la compongono (Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Usb). E con l’occasione, in merito alle fasce di attribuzione, è stato dato mandato vincolante al coordinatore di non accettare la proposta dell’amministrazione sui 50 punti, ma al massimo su 35 di essi per una valutazione”.

La confusione regna, insomma. E, a parere del Nursind, sembra che a dirigere i giochi non sia proprio un esperto della materia. “Le dichiarazioni sulle presunte responsabilità di alcuni soggetti piuttosto che altri – continua Gregori – sono solo strumentalizzazioni di un’amministrazione incapace di arrivare al negoziato, cosa peraltro mai verificatasi con i precedenti direttori generali. Alla luce di questo non possiamo che consigliare al dg Pavesi di essere più accorto sulle proprie affermazioni pubbliche ed interne all’azienda, se ha veramente intenzione di negoziare. Diversamente, rischia di passare alla storia come l’unico direttore generale che non è riuscito a siglare accordi, pur avendo le risorse economiche a disposizione”.

“L’accordo proposto – conclude Gregori entrando nel merito dei contenuti della proposta aziendale – non è assolutamente conveniente per i lavoratori che rappresentiamo, al di là delle percentuali sulla valutazione. Nelle ipotesi aziendali, tanto per cambiare, il profilo più penalizzato è proprio quello degli infermieri, ulteriore motivo per non scendere a compromessi”.

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