Gattino ucciso a calci, l’appello della Lav di Bassano

Bassano – “Anche la Lav di Bassano del Grappa vuole unirsi al coro di sdegno e sconforto sollevatosi da più parti per quanto accaduto al gattino ucciso a calci da un gruppo di ragazzini in provincia di Treviso, sottratto loro da un passante e consegnato all’Enpa di Bassano. Il gattino è morto nonostante le cure veterinarie. La Lav di Bassano deplora il gesto di quei giovinastri privi di empatia, bulletti che dimostrano di non avere il minimo rispetto per la vita, e ricorda che la violenza giovanile contro animali indifesi il più delle volte porta a compiere, in età adulta, atti di violenza contro esseri umani”.

Parole dure ma necessarie quelle della Lav di Bassano, a commento dell’incredibile fatto di alcuni giorni fa, riportato anche da alcuni organi stampa, un fatto che obbliga tutti noi a riflettere, e  forse anche tanti genitori a fare un mea culpa. Un ragazzino del resto è quasi sempre specchio di quello che ha imparato nel ancora breve e limitato percorso di vita che ha fatto, un insegnamento che gli viene dunque in parte dalla scuola, e qui ci vorrebbe una prima riflessione, ma ancora di più dalla famiglia. Importante anche considerare che non sono le parole ad educare, ma è l’esempio che si dà.

Tornando al commento della Lav, l’associazione segnala che esiste in Italia, in effetti una zoocriminalità minorile. “Il tema della violenza nei riguardi degli animali – si legge nel Rapporto Zoomafia 2016 della Lav, a cura di Ciro Troiano, – è strettamente collegato a quello della violenza nei riguardi degli esseri umani e dei comportamenti antisociali in genere. Da decenni, in criminologia e in psicologia, la ricerca presta attenzione agli effetti e alle conseguenze del coinvolgimento, in modo diretto o indiretto, dei bambini o degli adolescenti in forme di violenza. Le conseguenze più significative possono essere lo sviluppo di comportamenti aggressivi e antisociali e, in ogni caso, la difficoltà nei rapporti con i coetanei e nei rapporti sociali in genere”.

“È ampiamente dimostrato, infatti, che bambini e adolescenti che sono crudeli verso gli animali presentano diversi tipi di disturbi psicologici, in particolare comportamenti aggressivi verso persone e cose, e possono facilmente diventare adulti violenti. La ricerca ha spiegato che quei bambini che maltrattano animali lo fanno in risposta a un disagio e sono molto probabilmente loro stessi vittime di altre violenze.”

“Riteniamo sia giunto il momento – suggerisce quindi la Lav – che la scuola, in qualità di ambiente che forma i giovani al lavoro e alla vita, porti la sua attenzione anche sui rapporti delle persone con gli animali, e renda più concreto il dialogo tra gli insegnanti e le famiglie degli alunni. Il fatto in oggetto non è accaduto in territorio bassanese, tuttavia il soccorritore del gattino si è rivolto all’Enpa di Bassano che riceve spesso segnalazioni e richieste di intervento che riguardano maltrattamenti di animali. Le associazioni animaliste sono oberate dalle chiamate e dalle richieste di aiuto di qualsiasi natura, e non trovano  adeguato e urgente  supporto dalle istituzioni locali”.

“E’ indubbio – conclude l’associazione animalista – che negli ultimi anni le persone hanno sviluppato una maggiore sensibilità verso gli animali e sempre più spesso amano vivere con loro. Questo è un segnale positivo, ma pure evidente che i casi di necessità e di intervento sono  aumentati, e non sempre le associazioni riescono a farsi trovare pronte dato che operano come volontariato e spesso con scarsi mezzi. Per questo, è necessario che anche gli enti locali, in accordo con le forze dell’ordine e la sanità pubblica, attivino un centro di riferimento efficiente e di rapido intervento anche per gli animali, così come si fa per gli umani”.

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