Fondazione Roi, Variati: “La politica starà fuori”

Vicenza – “Credo abbia fatto bene il presidente Ilvo Diamanti a dire che la politica deve restare lontana dalla Fondazione Roi, sia la politica locale che quella regionale, come era nelle intenzioni del fondatore, il marchese Giuseppe Roi”. A parlare così è  il sindaco di Vicdenza, Achille Variati, commentando oggi quanto è stato ampiamente riportato dai media in questi ultimi giorni a proposito della Fodazione Roi e delle parole pronunciate dal suo presidente, Ilvo Diamanti, durante una partecipata conferenza stampa.

Il punto riguardante eventuali ingerenze della politica nella situazione della Roi consiste soprattutto nel fatto che c’è la necessità di apportare un’importante modifica allo statuto della fondazione. La nomina di tre consiglieri di amministrazione (su sette) infatti, secondo le regole attuali, spetta ancora alla Banca Popolare di Vicenza. Occorre quindi, dopo il grande disastro, il fallimento (pilotato o no, sempre di fallimento si tratta) e l’acquisto di BpVi da parte di Intesa Sanpaolo, stabilire chi nominerà questi tre consiglieri.

Tornando all’intervento di oggi del sindaco di Vicenza, Variati ha confermato che, per quanto riguarda l’amministrazione comunale, “una proposta firmata da alcuni capigruppo di maggioranza e di opposizione e l’azione del vicesindaco avevano e hanno l’obiettivo di portare un contributo ad un’azione doverosa, nel pieno rispetto dell’autonomia del consiglio di amministrazione della Fondazione,  per rivedere lo statuto dopo la scomparsa della Banca Popolare di Vicenza”.

“Il consiglio di amministrazione e il presidente – ha concluso il sindaco -, a cui confermo la grande stima per l’atto di generosità con cui ha accettato questo ruolo, sono legittimamente in carica e nei tempi che riterranno più opportuni procederanno con le modifiche dello statuto, tenendo conto o meno di questa volontà di contributo. È indiscutibile peraltro che la volontà del marchese Roi era orientata alla vicentinità, con la costituzione di una fondazione che ha il compito di destinare le risorse verso il sistema museale della città, e in particolare verso Palazzo Chiericati”.

A proposito della proposta di cui parla Variati, si tratta di un lettera che sarebbe stata recapitata in via ufficiosa negli uffici della Fondazione e della quale aveva dato conto nei giorni scorsi il Giornale di Vicenza. Nella lettera in questione c’era la proposta, caldeggiata dal vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci, secondo la quale ptevano farsi carica delle nomine dei tre consiglieri il consiglio comunale di Vicemnza, la Diocesi e l’Accademia Olimpica, nominandone uno ciascuna.

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