Il cda della Fondazione Roi nel giorno dell'insediamento. Da sinistra: Ilvo Diamanti, Giovanna Grossato e Andrea Valmarana
Il cda della Fondazione Roi. Da sinistra: Ilvo Diamanti, Giovanna Grossato e Andrea Valmarana

Fondazione Roi, la nobile vittima del crollo BpVi

Da Daniele Ferrarin, consigliere comunale a Vicenza per il Movimento 5 Stelle, riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – Il tracollo della Banca Popolare di Vicenza ha lasciato sotto le macerie anche la Fondazione Giuseppe Roi, una nobile istituzione culturale vicentina, per sette anni guidata da Gianni Zonin e dai suoi uomini. La Fondazione, sotto la presidenza di Zonin, aveva investito 29 milioni di euro del patrimonio in 471.026 azioni della banca. Nel 2016 la nipote del marchese Roi, Barbara Ceschi a Santa Croce, ha presentato un esposto in Procura chiedendo di fare chiarezza.

Daniele Ferrarin
Daniele Ferrarin

Infatti, la Fondazione era stata creata dal marchese Roi con lo scopo di “favorire il Museo Civico di Vicenza nel perseguimento delle proprie finalità mediante il finanziamento, totale o parziale, l’acquisto di opere d’arte, il loro restauro, gli allestimenti di mostre ed esposizioni organizzate dal Museo e la conservazione nonché gli allestimenti espositivi di Palazzo Chiericati e delle sedi museali vicentine”.

Dopo i gravissimi fatti, la presidenza della Fondazione è stata affidata a Ilvo Diamanti, politologo e saggista, docente all’Università ’Carlo Bo di Urbino e, dal 1995, insegnante nel master “Etudes Politiques” presso l’università Paris II Panthèon. Sotto la presidenza dell’illustre docente, la Fondazione ha deliberato di accettare l’offerta di rimborso a 9 euro per azione formulata dalla Banca Popolare di Vicenza. In pratica sono stati persi oltre 25 milioni di euro.

A seguito dell’esposto della nipote del marchese, la Fondazione, sotto la presidenza di Zonin, ha avviato una causa civile contro la signora Ceschi. Ciò che desta inquietudine e sconcerto è che il legale allora nominato da Zonin, l’avvocato Enrico Ambrosetti, che è anche legale di fiducia dello stesso Zonin, continua ad essere, ancora oggi, il legale della Fondazione. La signora Ceschi, dopo aver incontrato il neo presidente della Fondazione, ha ricordato che Diamanti nel corso dell’incontro aveva esordito dicendo di aver accettato l’incarico per amicizia nei confronti del sindaco di Vicenza e che, per quanto riguardava l’azione legale nei suoi confronti, ma anche quella nei confronti di alcuni giornalisti, si rendeva conto della sostanziale infondatezza, assicurando che avrebbe provveduto a rinunciarvi.

Detto questo, non si capisce perché a queste parole non siano seguiti i fatti, e per di più siamo venuti a sapere che l’ineffabile avvocato Ambrosetti, per conto della Fondazione, ha fatto richiesta al giudice affinché siano escusse altre testimonianze. Insomma, sorge il dubbio che la nomina dell’illustre politologo, si inserisca nel ben noto stile gattopardesco del sindaco Achille Variati: cambiare tutto per non cambiare niente.

Daniele Ferrarin – Portavoce consigliere comunale Movimento 5 Stelle Vicenza

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