Breaking News
Piazza dei signori, ieri - Foto dalla pagina Facebook di "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza"
Piazza dei signori, ieri - Foto dalla pagina Facebook di "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza"

Fallimento BpVi, in 500 in piazza contro i soliti noti

Vicenza – Rabbia, voglia di lottare, ma anche rassegnazione, c’era un po’ di tutto probabilmente nello stato d’animo delle cinquecento persone che ieri hanno manifestato a Vicenza, in Piazza dei Signori, contro un sistema, un governo, e quei potentati locali che hanno tolto loro ogni speranza di riavere indietro i sudati risparmi, bruciati dal dissesto della Banca Popolare di Vicenza, Ed il fallimento “pilotato” dell’istituito di credito, con il governo che ha dato ad Intesa, a costo zero, la parte buona della ex BpVi scaricando invece sui cittadini quelle dolenti, non ha fatto altro che peggiorare le cose.

Se infatti, da un lato, sopravviveranno (sotto altre insegne) gli sportelli che furono della Popolare di Vicenza e almeno buona parte dei posti di lavoro, dall’altra sembra che siano davvero poche le speranza per i piccoli soci azionisti che non hanno aderito all’offerta di transazione di avere i loro soldi. Dovranno insomma iscriversi come chirografari nel fallimento, perché di questo si tratta, e sappiano bene come vanno queste cose e quante prospettive vi siano…

Su queste premesse quindi non poteva che essere incandescente il clima ieri in Piazza dei Signori, per una protesta comunque civile e piena di dignità. Vi hanno aderito in molti, a cominciare dalle associazioni che più sono vicine ai risparmiatori truffati, come Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza ed il Coordinamento che fa capo a Don Torta. Manifestanti sono affluiti da tutto il Veneto, dato che il problema non è solo vicentino ma, per la penetrazione territoriale che aveva la banca berica, quantomeno regionale.

Per quanto riguarda gli altri fronti invece, Intesa Sanpaolo, come abbiamo anticipato fin dall’inizio, non aspetta tempo, e sembra volersi liberare al più presto dell’ingombrante nome. Sarebbe infatti questione di giorni per l’ammainabandiera, ovvero per la rimozione delle insegne, e la cosa evidentemente riguarderà sia BpVi che Veneto Banca.

Altro tasto estremamente dolente è quello che riguarda la giustizia, il Tribunale di Vicenza. C’è sempre più insofferenza infatti per la “tranquillità” in cui vivono i principali responsabili di questo disastro, a cominciare da Gianni Zonin, soprattutto se si paragona la loro situazione a cosa è invece successo ai vertici di Veneto Banca che, da altre sedi giudiziarie, hanno avuto trattamento ben diverso e ben più duro per le stesse responsabilità. E poi c’è il mare di cause, di iscrizioni al fallimento, che produrranno certamente una mole di carta e di lavoro non indifferente per un tribunale già lento ed ingolfato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *