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Nuovi PrestO, consulenti del lavoro tranchant

Vicenza – “Al nostro governo non manca di certo il senso dell’ironia. Abroga il lavoro accessorio, i cosiddetti voucher, calpesta le esigenze del mercato con quattro mesi di vuoto normativo, vara un provvedimento che sembra un percorso ad ostacoli e ha pure il coraggio di chiamarlo PrestO”. E’ tranchant il presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Vicenza, Franco Bastianello, nel commentare i nuovi contratti di prestazione occasionale per le imprese fino a cinque dipendenti e il Libretto di famiglia per i soggetti privati.

“La cosa più assurda – continua Bastianello – è che la piattaforma Inps che dovrebbe gestire tutte le operazioni, e che avrebbe dovuto essere operativa dal 10 luglio, ad oggi ancora non funziona e non consente di gestire l’acquisizione dei dati necessari all’avvio delle prestazioni. Senza contare che nell’ottica della trasparenza il sistema consente al lavoratore e al datore di lavoro, contemporaneamente, di confermare le prestazioni preventivamente comunicate dal datore di lavoro.  Ci vuole poco ad immaginare la confusione che può generare una simile commistione”.

“Questo contratto – aggiunge il presidente dei consulenti del lavoro vicentini – non è certo la priorità del nostro sistema economico. Ben altri sono i problemi e non posso che essere d’accordo con il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi, che all’assemblea di lunedì scorso ha tuonato contro questa classe politica che usa le imprese come un bancomat, senza preoccuparsi di creare le condizioni per rendere attrattivo il nostro paese e competitive le aziende”.

“Inoltre, invece di limitare il campo di applicazione della norma ai 5 dipendenti, sarebbe stato meglio regolare il campo di applicazione verificando quali sono i settori merceologici che, più di altri, hanno concrete necessità di applicare tale tipo di contratto. Sono moltissimi gli alberghi e ristoranti che occupano più di 5 dipendenti e che per eventi  particolari legati anche alla stagionalità (siamo un paese per il quale il turismo conta molto) hanno bisogno di prestazioni di lavoro occasionale. Lo stesso ragionamento vale per il settore agricolo”.

“Dopo il varo del testo unico sui contratti di lavoro a giugno del 2015, – conclude Bastianello -, che ha già iniziato ad andare in frantumi per le ragioni politiche che sono a tutti note, si sono private le aziende di uno strumento che, con tutti i limiti e le criticità, consentiva di gestire determinate prestazioni di lavoro sostituendolo con uno in cui si evidenziano più i limiti e i divieti che le regole generali”.

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