giovedì , 21 Ottobre 2021

C’è di meglio del Fascismo e di Playa Punta Canna

Sottomarina – Non ci piace parlare di fatti che sappiamo saranno strumentalizzati, oppure che giudichiamo strumentali di per sé, magari nati proprio dalla volontà di qualcuno di trovare una agognata visibilità. Ed infine non ci piace sviluppare più di tanto il racconto di qualcosa che ha radice soprattutto nella mediocrità e nell’ignoranza. Il caso che ha portato Chioggia sulla ribalta nazionale negli ultimi giorni riassume quasi tutto questo. Stiamo parlando dei cartelli inneggianti al fascismo e a Benito Mussolini, oltre che ad un certo modo di concepire la vita piuttosto autoritario, che campeggiano nello stabilimento balneare Punta Canna, a Sottomarina. Riportiamo sopra qualche immagine di questi cartelli, ricavate dal web, tra le tante pubblicate dai giornali italiani in questi giorni, e che possiamo ormai giudicare di pubblico dominio…

Il caso è piuttosto noto, ed ha già prodotto un’ordinanza di rimozione dei cartelli, da parte del prefetto di Venezia Carlo Boffi, mentre sulla testa del titolare dello stabilimento balneare, Giovanni Scarpa, c’è ora anche una denuncia della Digos veneziana. Del resto l’apologia del fascismo è ancora un reato in questo paese, lo è sempre stata dal ’52 in poi, anno di promulgazione della così detta Legge Scelba, sebbene la tolleranza non sia certo mai mancata. Il gestore dello stabilimento, dopo essersi detto un amante dell’ordine, della pulizia e della disciplina, si è giustificato parlando di goliardata, ed in molti hanno definito la cosa in questo modo.

Naturalmente la vicenda ha offerto una ghiotta occasione per prese di posizione, commenti ed iniziative strumentali, come quella di Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione e al lavoro, per la quale i cartelli inneggianti al duce sarebbero assai meno gravi di “quelli che inneggiano al fumo con una bella immagine della marjiuana”, o “dell’accattonaggio degli zingari, che importunano e impauriscono i nostri anziani”, oppure ancora della “vendita abusiva di oggetti legati alla contraffazione e ad opera di clandestini”.

Dall’altra parte può sembrare strumentale anche la proposta di legge del deputato Pd Emanuele Fiano, per l’introduzione del reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Sembra strumentale perché un reato di questo tipo, nel codice penale italiano, c’è già, ed è appunto la Legge Scelba, e quando in un paese le leggi sono troppe e magari contraddittorie o ripetitive, il rischio è che si crei confusione e alla fine non se ne rispetti nessuna. Senza contare la perdita di tempo…

Resta il fatto che il fascismo ed il nazismo sono stati forse la più grande tragedia nella storia umana. Hanno rappresentato il male assoluto, hanno scatenato una guerra che ha fatto 70 milioni di morti, si sono resi responsabili di un genocidio di dimensioni mai viste, con metodi atroci mai neanche immaginati, hanno rappresentato la prevaricazione, l’intolleranza, il disprezzo della vita e della libertà altrui, la prepotenza fatta legge e governo, non solo nei comportamenti che sono stati attuati ma anche nei contenuti che sono stati enunciati, anche in Italia, basti pensare al Manifesto della Razza e alle Leggi Razziali del ’38. Sono idee quindi che non possono avere cittadinanza nella nostra società, non solo per legge dello Stato, ma anche e soprattutto per una legge morale, culturale vorremmo dire, alla quale ormai il progresso ci ha portato da tempo.

Sul fronte invece dei politici veneti che non hanno giustificato la nostalgia per il ventennio del titolare dello stabilimento balneare di Chioggia, ci sono Rosanna Filippin, senatrice veneta del Partito Democratico, che invita ad “una riflessione seria sul reato di fascismo” criticando soprattutto la Donazzan, e la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle, per la quale “è necessaria un’azione forte ed esemplare sugli episodi come quello di Playa Punta Canna”.

F.O.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità