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Banche, Cappelletti (M5S): “Cambiare il decreto”

Roma – “Il decreto del governo sulle Banche Venete contiene tre errori sostanziali: ignora completamente le vittime dei crac bancari; regala inspiegabilmente ad una terza banca concorrente le parti sane delle due banche in dissesto; non fa nulla per mettere la giustizia nelle condizioni di fare il suo corso, con il risultato che chi ha sbagliato, quasi sicuramente, la passerà liscia.  Per questi motivi il decreto va cambiato senza esitazione”. Sono parole del capogruppo in Senato del Movimento 5 Stelle, Enrico Cappelletti, che ricorda anche i contenuti principali degli emendamenti al decreto presentati dal parlamentari pentastellati.

Enrico Cappelletti
Enrico Cappelletti

“I nostri emendamenti – sottolinea Cappelletti – prevedono lo stato d’insolvenza delle banche, per consentire di perseguire i vertici aziendali responsabili di questa situazione anche per il reato di bancarotta e di prolungare i termini di prescrizione. Inoltre attribuiscono alle good bank la responsabilità del contenzioso per i fatti occorsi prima della cessione, consentendo così ai ricorrenti di avere una concreta possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti. Consentono poi agli azionisti truffati di accedere ad un fondo di solidarietà, alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, ed introducono l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed altri aggravi di pena per gli ex amministratori, nel caso di riconoscimento delle loro responsabilità”.

“Sappiamo bene – ha aggiunto il senatore – che il governo ha già annunciato la fiducia sul provvedimento. E sappiamo anche che Pd e maggioranza non hanno nemmeno voluto discutere la mozione presentata dal M5S, che impegnava il governo ad inasprire le pene nei confronti degli amministratori. Tuttavia devo constatare che la discussione della mozione è stata respinta in Senato per soli dieci voti di differenza, tra favorevoli e contrari. E che il voto dei parlamentari Veneti del Pd avrebbe potuto fare la differenza. Mi rivolgo dunque a loro, perché in Veneto ci vivono, e non possono essere insensibili alle sorti dei cittadini che  li hanno eletti”.

“Mi rivolgo al sindaco di Vicenza che ha pubblicamente dichiarato di essersi impegnato a mantenere nella disponibilità del territorio i beni culturali più preziosi, come Palazzo Thiene. A tutti loro dico: basta prendere in giro i cittadini. Basta lavare la vostra coscienza con qualche inutile ordine del giorno, fatto solo per gettare fumo negli occhi dei cittadini, che hanno già sofferto fin troppo. E’ evidente che gli ordini del giorno, per quanto impegnino il governo, a fine legislatura difficilmente porteranno a qualche risultato. Tanto più se si considera che fino ad ora il governo non ha fatto nulla per ristorare le vittime dei crac”.

“Occorre un impegno più serio e vincolante – ha poi concluso Cappelletti -. Occorre modificare questo decreto. Oppure si può voltare la testa da un’altra parte. Continuare a far finta di niente e bocciare tutte le proposte di modifica, con la scusa della fiducia o di una urgenza che non c’è (il decreto scade il 24 agosto). Forse questo consentirà di guadagnarsi una candidatura alle prossime elezioni. Ma rimarrà l’onta di aver tradito le aspirazioni di giustizia di oltre 210 mila cittadini truffati e delle loro famiglie. Con le parole di Don Torta: Voi, se volete, le strade le conoscete: sceglietene una che onori la giustizia e i vostri cittadini. Donando le due banche a Banca Intesa per un euro, avete accettato le ossa e avete donato la carne dei poveri. La prossima settimana avete l’ultima possibilità per rimediare”.

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